Sacchetti di plastica: un piccolo passo verso una civiltà migliore

sacchetti-di-plastica7.gifPer  capire il significato di biodegradabilità occorre vedere dal vivo una discarica africana. Io che ho avuto  la fortuna di vedere più volte quella di Dandora nello slum di Korogocho a Nairobi, la più estesa  d’Africa, posso dire che quello che salta all’occhio, dopo aver superato gli odori, i fumi, la fermentazione  naturale, gli animali, è la distesa di sacchetti di plastica, ormai sbiaditi dalle intemperie,  che danno un colore arcobaleno a tutta la discarica.

L’arcobaleno della non degradabilità. Un colore che rimarrà per centinaia, migliaia di anni. Un arcobaleno di rifiuti che non vogliono ritornare natura. Un arcobaleno negativo, brutto, insultante. Questi sono i sacchetti di plastica.

A un anno  dalla legge che non ammetteva più i sacchetti di plastica quale è lo stato dell’arte? Sostanzialmente, la situazione è migliorata: la grande distribuzione si è subito allineata, la gente pure. Sono tornate le sporte sponsorizzate da riutilizzare, i sacchetti di carta (cari), i trolley da vecchie signore. E i nuovi sacchetti biodegradabili che si rompono.

Sì, diciamocelo, quelli nuovi tengono poco e si rompono. Il risultato è che non si possono riempire molto e si finisce per rimpiangere quelli di un tempo, quelli  che non si rompevano mai e che duravano 100.000 anni!

In questo cambio di passo ci sono come sempre le solite furbizie all’italiana. La prima è legata al fatto che potevi smaltire le scorte che per molti negozi minori e piccoli sembra durino non un anno ma molto, molto di più. Ma il danno più forte – e decisamente meno lecito – è quello della produzione di sacchetti che sembrano degradabili, ma che non sono tali.

sportine-supermercato7.gifCostano molto meno,  non sono conformi alla legge e, soprattutto al decreto sulla biodegradabilità naturale. Queste truffe sono molto frequenti , specie nei piccoli negozi, nella distribuzione cosiddetta minore. Quelli che non fanno pagare i sacchetti per intenderci.

Tuttavia, se dobbiamo dare un giudizio della legge, possiamo dire che è buona, che i decreti attuativi di quest’anno sono validi, che l’Ue vuole prenderla  a esempio per farne una direttiva europea. E che il Brasile ci sta copiando.

Una buona practice quindi. Da Italia migliore e che sta migliorando. Ma i sacchetti sono anche un segnale. Questa è la morale: un segnale che va nella direzione giusta, quella di una tendenza di piccoli passi verso un rispetto maggiore del Pianeta fatto più dalla gente che accoglie bene le leggi buone che dalle leggi stesse. Basta dare il La e la gente si adegua e pretende che tutti si adeguino.

È un segnale che fa il paio con il boom delle bici e la richiesta di piste ciclabili, che fa il paio con l’evoluzione dell’auto che dovrà diventare elettrica o almeno all’inizio ibrida, che fa il paio con il maggiore utilizzo di energia pulita.

È un segnale di maggiore civiltà.
Speriamo che prima o poi  arrivi anche a Korogocho.

Diego Masi

Sacchetti di plastica: un piccolo passo verso una civiltà miglioreultima modifica: 2012-03-05T13:16:00+00:00da green.power
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