Cieli bucati e speranze ‘rotte’

Quando penso agli aerei mi vengono in mente tre cose.

La prima è la mia serie tv preferita: ‘Disastri Aerei’, che seguo da anni perché mi rilassa (adesso si chiama ‘Indagini ad Alta Quota’, ma è la stessa cosa, solo col nome più soft.) Conosco ogni tragedia aerea degli ultimi trent’anni, compresi i possibili default tecnici di un veivolo, gli errori umani, le avverse condizioni metereologiche e le sviste della torre di controllo.

2817259090_192fa728c6_z.jpgLa seconda è l’inquinamento. Tonnellate di diossido di carbonio rilasciate nel cielo da ogni aereo che lo attraversa. Quelle strisce meravigliose di bianco che da piccola legavo ad un folle significato amoroso (1 striscia: mi ama, 2 strisce: mi pensa, 3 strisce: mi odia) adesso mi sembrano scarabocchi su un foglio pulito.

La terza è una domanda che mi perseguita da anni: perché nel 1992 quando andavo a Londra a imparare l’inglese ci mettevo un’ora e un quarto di aereo e adesso ce ne vogliono due? (Ho fatto questa domanda ad un centiniaio di persone e nessuno ha saputo rispondermi, ma molti mi hanno consigliato uno psichiatra.)

Una sola notizia di questi giorni ha risolto, se non tutte, alcune delle mie ossessioni: l’Enav ridisegna le rotte degli aerei e traccia linee più dirette.

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Gli scarabocchi sul cielo saranno più dritti, ci saranno meno ghirigori e meno CO2 liberata nell’aria. Col righello alla mano, si comincia a tracciare uno scenario più verde: percorsi più diretti, liberalizzazione dei livelli di volo (più in alto si va, meno si consuma) ed eliminazione delle file in fase di decollo.

Solo nel 2011, il piano di ristrutturazione delle rotte sui cieli italiani ha fatto risparmiare alle compagnie aeree 42.500 tonnellate di carburante, quasi 10 milioni di Km e 134.000 tonnellate di CO2.

Coi chilometri risparmiati negli ultimi 3 anni si sarebbero potuti fare 1.200  voli dal Cairo a New York!

Senza considerare che ogni luogo ritroverà il suo posto originale nella nostra geografia, ogni città riavrà la sua giusta distanza dalle altre, e il mondo, forse, ci sembrerà più piccolo.

(E anch’io, magari, ci metterò di nuovo un’ora e un quarto ad andare a Londra!)

 

Luisa Cartei

Cieli bucati e speranze ‘rotte’ultima modifica: 2012-04-11T15:36:00+00:00da green.power
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