08/06/2011
La difesa dell’ambiente è una guerra
All’inizio dell’anno avevo scritto un pezzo che diceva che quest’anno sarebbe stato un anno di incertezza per l’evoluzione della filosofia - chiamiamola così - green.
Non pensavo di avere così ragione.
Nel giorno dell’ambiente - “la Terra siamo noi” del 5 di giugno - i principali quotidiani hanno interpretato il momento. E il loro giudizio non è stato lusinghiero.
Come se la strada fosse in salita o peggio fosse interrotta.
Sintomatico è l’articolo di Gaggi , inviato del Corriere a New York, quindi da un ottimo osservatorio, che racconta i piccoli passi dell’occidente e la lunga marcia (verde) della Cina.
In sintesi Gaggi dice: la CO2 aumenta dopo la flessione del 2009 fino ad arrivare alla soglia limite dei 30,6 miliardi di tonnellate di gas serra (livello peraltro previsto dall’Iea per il 2020), Obama è debole con il Congresso e non ce la farà a rilanciare per ora la riduzione dei gas serra, il tentativo di ampliare il protocollo di Kyoto rischia, da quello che si capisce dopo il G8, di essere al massimo riconfermato. Non a Durban a dicembre, ma nel 2012. La Cina ha fatto un piano quinquennale con forti investimenti nelle rinnovabili (del resto è il massimo produttore di pannelli solari e vuole conquistare il mercato mondiale delle rinnovabili intese come produzione dell’hardware).
Uno stato dell’arte terrificante.
Si potrebbe commentare riducendo qualche considerazione, oppure qualche dato. Aprire il dibattito, come si dice. Ma è inutile e ozioso.
Il “clima” inteso come comportamento del mondo nel giorno della sua glorificazione rimane terribile.
E allora?
Prima alcune considerazioni di base per capire il crudo e nudo contesto.
Tra 35 anni saremo 9 miliardi e mezzo di persone con un incremento di 2,5 miliardi rispetto a oggi.
Tutti anche un po’ più ricchi, con una economia globalizzata e forse con un welfare più spalmato. Ciò significa consumare di più, mangiare di più, usare più energia, usare di più la nostra bella terra.
Anzi qualche studioso stufo dei dati ha detto che senza rimedi avremo bisogno di 2 terre.
DUE TERRE! Capito!!!
Non è più questione di paesi ricchi che già consumano troppo e hanno già consumato all’inverosimile e che si sentono in colpa con quelli emergenti che pensano che adesso tocchi a loro come se la terra fosse di altri.
Credo che occorra essere molto più radicali. Molto più determinati. Molto più combattenti.
Questo è l’atteggiamento.
Il substrato c’è, almeno nei paesi culturalmente più avanzati.
La gente sta capendo. Ma troppo lentamente.
Fa piccoli passi. Piccole innovazioni. Piccoli processi.
Troppo poco.
Il tutto in un clima surreale di contrapposizioni di posizioni.
Prendete l’Italia nei referendum. È come se fossimo stati a un dibattito politico dove se c’era la destra, per par condicio dovevi avere anche la sinistra. E sentirti le due posizioni.
Eri costretto ad ascoltare il professor Battaglia come contraltare.
Su cosa? Sulla politica energetica, che se la sbagliamo, uccidiamo la terra. Come se fosse un’opzione.
Ma qui è in gioco tutto.
Con l’ambiente non stiamo più parlando di contrapposizioni ideologiche. Si sta parlando di continuare o meno a vivere. Di proseguire la vita degli esseri umani o di estinguerci.
Punto.
Questo è il tema. Questo è il punto centrale.
Forse è il momento di gridare questa semplice verità e cominciare a fare forte pressione, tutti insieme, perché chi ha più voce e responsabilità ascolti.
Facile a dirsi, difficile a farsi.
Ma in questo caso non possiamo permetterci di risparmiare.
Diego Masi
14:30 Scritto da green.power (Webmaster) in News | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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01/06/2011
Referendum acqua e nucleare: ora andiamo a votare
Bisogna votare i referendum.
Occorre fare propaganda.
I due sull’acqua sono importantissimi.
Dicono che l’acqua è di tutti o di pochi.
Non poco.
Una decisione epocale.
Quello sul nucleare altrettanto.
Specie ora che la Cassazione ha smascherato il tentativo maldestro del Governo di spostare la decisione di un anno per poi rilanciare l’energia atomica.
È importante dare una risposta definitiva.
Dire che l’Italia non farà mai il nucleare.
Come ha fatto la Germania che ha chiuso le centrali, senza referendum. Con buon senso. Quello che da noi manca.
Quindi occorre che la volontà popolare per la seconda volta si pronunci (una non bastava…).
E poi tanto per finire quello sul legittimo impedimento anche se ora , dopo la sberla delle amministrative, sembra quasi irrilevante. Ci hanno già pensato i cittadini.
Occorre fare propaganda.
Mancano pochi giorni.
Nessuno sa nulla.
Nessuno conosce i termini.
Ma non importa… c’è una bella onda democratica nel paese che si sta muovendo.
E si sta muovendo nella rete e attraverso la rete.
I giovani si stanno riprendendo il loro futuro.
E questi referendum sono un pezzo del futuro.
Un bel pezzo.
Diamoci da fare.
Datevi da fare.
Ce la si può fare.
Diego Masi
12:44 Scritto da green.power (Webmaster) in News | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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23/05/2011
Convention dei verdi: comunque una speranza
Diamo atto a Bonelli di aver capito la strada. Diamo però atto che la strada è ancora lunga e tortuosa.
Tutto il mondo ecologista si è riunito a Roma per tentare di dare vita a un movimento, oggi prepolitico, domani politico, a tutela dell’ambiente.
Il via lo ha dato il vecchio partito dei Verdi che rischiava di chiudersi nel Sel di Vendola. Nulla di male, ma poco identitario.
Abbiamo un sogno, Sindaci della Buona amministrazione e la Costituente ecologista si fondono con il partito del “Sole che ride” per dare vita a una rete federata di ecologisti e civici. E per costituirsi a novembre in partito.
Qualche dato europeo. In Francia il movimento green raggiunge il 16% dei voti e forse sarà parte del prossimo governo. In Germania il 25% e lo sarà sen’altro. A Berlino corre come sindaco una verde con chance di vittoria. In tutti i paesi europei i greens arrivano e prosperano.
Perché in Italia no? Per varie ragioni.
Principalmente perché si sono identificati sempre in una nicchia troppo stretta, l’ecologia radicale e perché hanno sempre occupato la parte di sinistra e qualche volta di estrema sinistra. Erano chiamati movimento pomodoro. Verde fuori - rossi dentro.
Quindi poco trasversali. Poco green. Poco credibili se non per occupare/presiedere il Ministero dell’Ambiente. E non per aspirare ad essere governo. Nicchia appunto. E nicchia sono stati sempre. Con voti dal 2 al 5% a seconda dei momenti. Mai doppia cifra.
Oggi pensano di rilanciarsi in modo trasversale.

Non mi permetto suggerimenti. Ma, essendo l’ultima occasione, una raccomandazione è necessaria. Il movimento che vorrebbero creare vuole rappresentare il green moderno. Ma il green oggi è più ampio dell’ecologia. È un modello di vita. Loro lo dicono. Ma il dubbio è se lo rappresenteranno.
È un modello economico. Con nuovi valori e con nuovi stili di vita che sono cambiati. È un mondo che raccoglie ambiente, energia, food, mobilità, sviluppo economico, turismo, slow living, grandi reti. C’è un target molto ampio che potrebbe aderire. È una nuova Italia, frugale e molto post moderna, un po’ per necessità, un po’ per volontà, che sta avanzando. E che potrebbe intercettare questo movimento.
Se però lo si restringe soltanto all’ecologia, all’ambiente, alla collocazione finale la costituente è destinata a fallire. E il neo partito sarà condannato al solito “poco per cento”.
L’ambizione dovrebbe essere quella di aspirare a identificarsi nel nuovo modello di sviluppo del paese che è fondamentalmente green, perché il nostro futuro sarà legato al bello e al buono dell’Italia, alla nostra moda, alle nostre ricchezze artistiche, a quelle naturali, al nostro food (slow e non), al design, ai nostri brand.
Il green dovrebbe essere il nuovo manifesto del vivere bene l’Italia e in Italia. Un manifesto di sviluppo economico.
Se Bonelli e quelli che si sono riuniti a Roma sapranno capirlo e interpretarlo, c’è un futuro in un paese che è senza bussola programmatica. Lontano dalla dicotomia Berlusconi sì, Berlusconi no. Dopo di lui si dovrà ricostruire.
E se lo facessero davvero, in modo moderno, i green italiani?
Diego Masi
12:45 Scritto da green.power (Webmaster) in News | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: verdi, partito politico, costituente ecologista, ecologisti e civici | OKNOtizie |
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