21/03/2013

#AccendiLeStelle

Quando avevo 14 anni, ci si baciava la notte di San Lorenzo.

Il mio primo fidanzatino era un chitarrista danese con i denti storti, ma non importava, perché sotto le stelle si vedeva poco o nulla. Si percepivano solo le cose importanti. La musica lontana di qualche bar sulla spiaggia. Il cuore che batteva all’impazzata. Il profumo del mare. Il rumore delle onde. Qualche risatina ubriaca di un’altra coppia adolescente che aveva deciso- solo a livello teorico- di abbandonare la verginità.

accendi stelle,blink,sustainablink,ora della terra,festa sostenibile,luisa cartei wwfNiente what’s up, niente ipod, niente torcia col cellulare. Niente iphone per far vedere le foto. Niente Ipad per condividere i video virali di Youtube. Erano solo baci e stelle.

Quindi, per questa Ora della Terra, trovatevi qualcuno da baciare. Perché alle stelle ci pensa SustainaBlink, con un’iniziativa ecologicamente romantica.

Per un’ora, sabato 23 marzo dalle 20.30 alle 21.30, SustainaBlink organizza una festa sotto le stelle e a luci spente. Sono vietati telefonini, torce e qualsiasi musica che non sia alimentata dalla propria voce.

accendi stelle,blink,sustainablink,ora della terra,festa sostenibile,luisa cartei wwfLa sfida che lancia questa giovane agenzia ‘green’ è quella di organizzare un evento sostenibile: se la sfida sarà raccolta da almeno 60 persone in tutto il mondo, SustainaBlink pianterà un Baobab per compensare il proprio carbon footprint. (In Piazza Duomo?)

L’ho trovata un’idea originale, tra le centinaia di migliaia di proposte pervenute sul canale ufficiale del WWF.

Quindi, preparate la terrazza. Chiamate gli amici e, se non avete ancora pensato a chi baciare, portatevi una bottiglia.

 

Luisa Cartei

18/12/2012

Pane, amore e fantasia

È tutto pronto. Pane(ttone) biologico. Amore, tanto. (È gratis e non inquina, tranne quello dei suoceri che si piazzano in casa con le lenticchie e il cotechino.) Regali a gogò, naturalmente 'green', tipo oggetti riciclati di design.

Insomma, il solito Natale. Finché...

Oggi passavo per via Carpoforo (la via col nome più brutto e impronunciabile di Milano, ma quando la riciclano?) e mi sono imbattuta in un posto unico.Nel senso che si chiama proprio Unico.

unico store, unico bologna, go green unico, natale unico, cartei unico, fantasia unico, cartei fantasia, greentrotter fantasia, riciclati fantasiaSono entrata nel paese delle meraviglie. Vecchi bauli che si trasformavano in poltrone, cestelli della lavatrice mascherati da tavolini, flaconi di detersivo innalzati a lampade, polsini di camice evoluti in portamonete, bottoni promossi ad accessori per tazzine da caffé, retine della spesa ‘trasfigurate’ in cerchietti per capelli.E da nessuna parte c’era scritto “riciclati”. 

E lì ho capito. Perché non si tratta di riciclo. Ma di pura fantasia.

La trasformazione è la forma più estrema di creatività. Lo diceva anche la scienza. L’energia non si crea e nemmeno si distrugge, ma solo si trasforma. Se si riesce ad inventare qualcosa di nuovo senza sprecare null’altro che il pensiero, non si sta usando lo spirito ecologico, ma l’immaginazione.

Come fanno i bambini, che trasformano un foglio piegato in un aereo, un cucchiaio in un microfono o un tappeto in una nave. Non sono mica ecologisti, sono innatamente creativi.

Credo che da ora in poi, nei negozi, dovremmo avere due categorie di oggetti: quelli noiosi e quelli fantastici. E forse abolire la parola ‘riciclati’, che e’ riduttiva.

Detto ciò, vi auguro un insolito, fantastico Natale.

 

Luisa Cartei

13/12/2012

Santi, monumenti ed eco-car

Partiamo dai santi. Chiunque guidi un’eco car a Milano, di santi, ne ha tirati giù parecchi.Perché a Milano, non c’è santo che tenga: le multe piovono dal cielo come punizoni divine.

automobilista green,ale spada,automobilista ecologista,eco car milano,colonnine milano,greentrotter eco-car,luisa cartei eco-car,cartei colonnine,monumenti greenLe auto elettriche, che non pagano sulle strisce blu, che possono circolare in molte aree a traffico limitato, transitare sulle corsie preferenziali e piazzarsi nelle zone riservate agli scooter, vengono regolarmente sanzionate da vigili che le scambiano per auto normali.(Miopia nei confronti della legge o delle auto?)


Veniamo ai monumenti: non parliamo di colonne, ma di colonnine. Poche e malfunzionanti. E in urgente necessita’ di restauro.

La mia amica 'green' Ale Spada, orgogliosa proprietaria di un’auto elettrica, è da un anno protagonista di avventure on the road. Aperitivi mancati per mancanza di energia, scenate di gelosia per il possesso di parcheggi riservati, discussioni con vigili che non fanno rispettare le regole: chi più ne ha più ne metta, nel diario di un’automobilista ecologista.

automobilista green,ale spada,automobilista ecologista,eco car milano,colonnine milano,greentrotter eco-car,luisa cartei eco-car,cartei colonnine,monumenti greenMentre io e le altre ci scolavamo mojito in sua attesa, la mitica Ale Spada si beveva le scuse delle colonnine inefficienti: tessera non valida, postazione non funzionanti, energia elettrica troppo bassa. Mentre io e le altre ci davamo allo shopping, lei le ‘prendeva’ da un parcheggiatore che le chiedeva gratta e sosta.Mentre io e le altre combattevamo i radicali liberi dall'estetista, lei cercava di far liberare le aree di rifornimento radicalmente invase. (Una volta, persino davanti alla polizia impassibile in Corso Monforte!)

 

Negli ultimi 2 mesi, è rimasta a piedi 6 volte, ha preso 5 multe e non è riuscita a farsi nemmeno un aperitivo.

Non datecela a bere: le auto elettriche ci sono, così come le persone che vogliono guidare le auto elettriche; ma mancano gli spazi, manca l’elettricità, mancano i servizi e, forse, la mentalità.

Cosa dite: forse, per guidare un’auto elettrica oggi, ci vuole davvero troppa energia?

 

Luisa Car-tei

01/09/2012

La casa degli errori

C’è una certa poesia in questa notizia. Una cosa affascinante: l’idea che nella vita, anche quella di un tortellone, si possano cancellare i propri errori.

Tornare indietro e modificare azioni già commesse, trasformandole in giuste affermazioni. Basta un semplice tocco di colore e al mondo vengono risparmiate le nostre scelte dannose.

pack.jpgSi chiama ‘Rotoprint sovrastampa’ e sembra una storia inventata da Collodi, visto che i protagonisti sono Arici, Felicita’ e Tagliacarne (la narratrice).

Il signor Giancarlo Arici e la moglie Fely- per gli amici- sono i titolari di una storica ed innovativa azienda di stampa.

40 anni di attività e tutti i maggiori marchi italiani: panettoni, tortelloni, spaghetti, detergenti, biscotti.

Quando i clienti hanno chiesto ad Arici di modificare prezzi o correggere refusi, lui si è inventato la Rotoprint che, con colori comprenti, ristampa sopra le bobine ‘sbagliate’ aggiungendo testi, modificando codici a barre, inserendo promozioni, senza sprechi di carta.

In un’altra vita, lo spaghetto che aveva commesso errori di ortografia sarebbe stato irrimediabilmente punito.Ma con questo sistema, sono oltre 18mila i chilometri di carta salvati ogni anno, e miliardi le coscienze dei biscotti pentiti.

E da oggi, ogni volta che sulle confezioni vedro’ messaggi tipo "Partecipa e Vinci un MAZZO di rose!" mi chiedero’ sempre cosa c’era scritto prima...in fondo basta una lettera...

 

Lsia Crtei

09:25 Scritto da green.power (Webmaster) in Greentrotter | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

31/05/2012

Terremoto: salvate le rondini

Vengono giù le chiese, le case, le persone. E assieme a loro è abbattuta ogni certezza di stare simpatici a Madre Natura, la stessa che miliardi di anni fa ci ha dotato dei paesaggi più belli del mondo, delle montagne mozzafiato, del mare cristallino.

terremoto-in-emilia.jpgMi ha colpito un titolo sul Resto del Carlino: “Montagne di parmigiano crollate”. Che letto così, sembra quasi una presa in giro, un’offesa al dolore di chi ha visto crollare le persone e non certo il formaggio. Ma il titolo indelicato apre la strada ad una considerazione che non abbiamo preso in considerazione: l’ecosistema.

Qual’è l’impatto di un terremoto sull’ambiente?

"Come è accaduto alle persone, il terremoto ha sorpreso gli uccelli mentre dormivano. Sono rimasti tutti lì sotto”.

Crollano stalle, fienili, allevamenti. In migliaia rimangono sotto le macerie. Nel terremoto di Sichuan del 1976 e’ stato spazzato via il 23% di un’intera specie di panda.

I campi, i fiumi, le piante vengono ‘scossi’ da cambiamenti radicali. ll terremoto dell’Alaska ha alzato il fondale del mare di 10 metri, uccidendo tutti gli organismi marini di profondità. In California del Nord si stima che alla prossima scossa importante siano distrutte le famose foreste di Redwood.

Eppoi ci sono i detriti, i pezzi di memoria che ci portiamo dentro, e che vanno ‘elaborati’. Sono i resti di un passato a cui dobbiamo trovare un posto.

Terremoto-in-Emilia-Romagna-colpiti-anche-gli-animali.jpgLe polveri, le pietre, la sabbia, i metalli, le fughe radioattive. Avvelenano la terra e le persone. Nel terremoto del 1994, Los Angeles ha trasformato il 90% delle macerie in materiale riutilizzabile, ma nella maggior parte dei casi, passano mesi, anni, prima che i frammenti della tragedia vengano anche solo spostati.

Pensare all’ecosistema può sembrare insensibile, come pensare al futuro nel momento in cui è il presente ad avere più bisogno di noi. O forse no, non è così sbagliato, perché in fondo alla nostra cara terra hanno pensato anche coloro a cui la cara terra ha tolto tutto.

“Grazie alle chiamate dei cittadini” sono stati salvati gli uccelli. “La cosa bella è che ci hanno chiamato persone vittime del terremoto: anche se sono sfollati, hanno comunque pensato a salvare le rondini” (P. Milanin)

Luisa Cartei

11/04/2012

Cieli bucati e speranze 'rotte'

Quando penso agli aerei mi vengono in mente tre cose.

La prima è la mia serie tv preferita: ‘Disastri Aerei’, che seguo da anni perché mi rilassa (adesso si chiama ‘Indagini ad Alta Quota’, ma è la stessa cosa, solo col nome più soft.) Conosco ogni tragedia aerea degli ultimi trent’anni, compresi i possibili default tecnici di un veivolo, gli errori umani, le avverse condizioni metereologiche e le sviste della torre di controllo.

2817259090_192fa728c6_z.jpgLa seconda è l’inquinamento. Tonnellate di diossido di carbonio rilasciate nel cielo da ogni aereo che lo attraversa. Quelle strisce meravigliose di bianco che da piccola legavo ad un folle significato amoroso (1 striscia: mi ama, 2 strisce: mi pensa, 3 strisce: mi odia) adesso mi sembrano scarabocchi su un foglio pulito.

La terza è una domanda che mi perseguita da anni: perché nel 1992 quando andavo a Londra a imparare l’inglese ci mettevo un’ora e un quarto di aereo e adesso ce ne vogliono due? (Ho fatto questa domanda ad un centiniaio di persone e nessuno ha saputo rispondermi, ma molti mi hanno consigliato uno psichiatra.)

Una sola notizia di questi giorni ha risolto, se non tutte, alcune delle mie ossessioni: l’Enav ridisegna le rotte degli aerei e traccia linee più dirette.

green-airplane.jpg

Gli scarabocchi sul cielo saranno più dritti, ci saranno meno ghirigori e meno CO2 liberata nell’aria. Col righello alla mano, si comincia a tracciare uno scenario più verde: percorsi più diretti, liberalizzazione dei livelli di volo (più in alto si va, meno si consuma) ed eliminazione delle file in fase di decollo.

Solo nel 2011, il piano di ristrutturazione delle rotte sui cieli italiani ha fatto risparmiare alle compagnie aeree 42.500 tonnellate di carburante, quasi 10 milioni di Km e 134.000 tonnellate di CO2.

Coi chilometri risparmiati negli ultimi 3 anni si sarebbero potuti fare 1.200  voli dal Cairo a New York!

Senza considerare che ogni luogo ritroverà il suo posto originale nella nostra geografia, ogni città riavrà la sua giusta distanza dalle altre, e il mondo, forse, ci sembrerà più piccolo.

(E anch'io, magari, ci metterò di nuovo un’ora e un quarto ad andare a Londra!)

 

Luisa Cartei

13/03/2012

"Confessa il tuo peccato verde"

“Ti sentirai meglio. (E anche il pianeta.)”

Con queste parole parte l’iniziativa firmata WWF e Coin in onore del Earth Hour del 23 marzo.

Facciamo confessare alle persone i loro piccoli errori quotidiani nei confronti dell’ambiente, per convertirli ad un maggior rispetto del pianeta.

La trovo una bella idea, soprattutto perchè è mia.


Spero vogliate perdonare il mio post sfacciatamente ECO-CENTRICO, partorito dalla mia impellente vocazione ambientalista, che mi spinge ogni settimana a diffondere notizie green.

Non si tratta di pubblicità occulta, ma di pubblicità alla luce del sole (e solo quella, visto che all’Earth Hour Day spegneremo gli interruttori!)

Guardate, commentate e...confessate!

 

 
Peccatori Verdi on the street di greentrotter-gogreenthe video

 

Luisa Cartei

24/02/2012

Ecologia 'pallosa'


Screen shot 2012-02-22 at 3.37.37 PM.pngGiusto per chiarire, parliamo di palle. E anche di uomini di mezza età. E soprattutto di un esotico resort nel cuore della Repubblica Domenicana.

Sono le sei di sera, il sole sta per inondarci di luce albicocca e Piero, l’amico sessantenne di mio suocero, mi sistema un’aiuola tropicale tra i capelli e mi fa adagiare su una roccia, nel punto esatto dove finisce l’erba pettinata del campo da golf e comincia il cristallino Mar dei Caraibi.

In lontananza, un gruppo di vecchi americani tira palle a più non posso, mentre il fotografo attempato scatta suggestive immagini delle mie improbabili espressioni da modella. Forse si accorge che sono distratta da pensieri sull’inquinamento di una palla da golf. Penserà che delle foto non me ne importa una 'mazza'. In realtà la 'mazza' è l’unica cosa su cui mi sto concentrando in questo momento.

Una mazza lunga e potente che scaglia nel mondo milioni di palline non degradabili e nocive per l’ambiente.

200170605-001.jpg

Questi piccoli globi bianchi hanno conquistato ogni angolo del globo. Ti piovono addosso, si immergono nelle tue acque, si infilano tra i cespugli, si nascondono per l’eternità. Non c’è barriera corallina, laghetto, giardino, ruscello, abisso oceanico, bosco, quercia o piscina che vedendosi travolto dal curioso proiettile non abbia esclamato: “che palle!”

Solamente negli Stati Uniti ogni anno ne vengono perse 300 milioni- si stima un miliardo nel mondo. Nel Lago di Lochness ne sono state rinvenute 100,000. (Se davvero c’era un mostro, l’abbiamo ammazzato). E persino sulla Luna, nel 1971, l’astronauta Alan Sheperd ne ha lanciata una.

Queste piccole rotondità sono una vera ‘palla’ al piede per l’ambiente. Ognuna di loro può impiegare dai 100 ai 1000 anni per decomporsi naturalmente e, quando lo fa, rilascia metalli pesanti, come lo zinco, nocivi per la flora e la fauna. Ne esistono di biodegradabili, ma, come dire, pochi prendono la ‘palla’ al balzo e la moda stenta a diffondersi. (E vogliamo aprire una parentesi sull'impatto ambientale che comporta la manutenzione di un campo da golf?!)

Mentre il mio fotografo impazza con gli scatti, io finisco nel vortice del delirio ambientalista e all’improvviso questi docili e innocui vecchietti che giocano dietro di noi mi sembrano soldati assassini del pianeta, le loro mazze come fucili, i loro cart come carrarmati, i loro prati come campi di  concentramento- dell'acqua!- e le loro divise come uniformi di guerra. 

Il combattimento è iniziato. Il gruppo si avvicina pericolosamente, le palle schizzano nella nostra direzione. "Piero, non sarà meglio andare prima che ci colpiscano?"

"Piero?"

 

Luisa Cartei

09/02/2012

Il Quartiere delle Meraviglie


Quando abitavo a Londra non finivo mai di stupirmi dei nomi evocativi ed assurdi che avevano le stazioni della metropolitana. Passavo ore ad immaginare quei posti e qualche volta ci andavo, tanto per vedere se la realtà corrispondeva alla fantasia. (Mai.)

Cosa ci può mai essere a “Cockfosters”? Allevatori di galli? Maestri del pene? Cortili di campagna? Bordelli gay? Ed a “Elephant and Castle”? Manieri medioevali circondati da pachiderma africani? (No, solo il Ministry of Sound.)

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E a Roma “Ponte Mammolo” cos’e’? La casa dell’ottavo nano di Biancaneve?

Milano è ancora più eccentrica. C’è una stazione che si chiama addirittura “Inganni”, piena di vecchie zitelle coi capelli rossi che dicono le bugie. Poi c’è “Abbiategrasso”, una golosa esortazione, un paese di caramelle, pasticcini e signori obesi che sorridono e parlano romagnolo.

Purtroppo questi luoghi difficilmente corrispondono alla poesia evocata dai loro nomi. Il più delle volte sono quartieri tristi e polverosi.

Ma da oggi qualcosa potrebbe cambiare. Prendiamo “Porto di Mare”, ad esempio. O “l’Idroscalo” e la “Cascina Monlué”. Forse questi ritagli di Milano potrebbero davvero trasformarsi in colline di girasoli e laghetti d’acqua smeralda. O a nche semplicemente rimanere verdi, esotiche, periferie.

La giunta di Milano ha infatti creato un piano da discutere con la Provincia per bloccare tutte le speculazioni edilizie previste nella zona, dimezzando la ‘colata di cemento.’ In Porto di Mare verranno salvati 820 mila metri quadri di terreni agricoli. E il Parco Sud non potrà più essere utilizzato come virtuale terreno di scambio per nuove volumetrie, che sono state così ridotte di oltre 2 milioni e 400 mila metri quadri.(Con la Moratti, chi possedeva aree in queste zone poteva ‘scambiarle’ con spazi da costruire in quartieri urbani!)

Idroscalo 2.jpg

L’indice di edificabilità diminuirà del 15% e saranno premiate le costruzioni a classe energetica efficiente. Le cascine storiche saranno riqualificate, il parco del Ticinello e quello del Lambro saranno rilanciati, così come Bosco in Città e Parco delle Cave.

In pratica, meno grattacieli e più alberi. Meno polvere e più aria. Meno case e più cielo. Meno grigio e più colore. Meno Milano e più...quartiere delle meraviglie.

Unico handicap, il costo dell’operazione: 100 milioni di euro. 

E’ proprio il caso di dirlo: ci lascerà al “verde”.

 

Luisa Cartei

 

 

23/01/2012

Il destino del pianeta è scritto (su twitter)


Nel mio account di twitter convivono geni del giornalismo con deejay anni ottanta, attori di Hollywood e compagnie di energia elettrica, amiche di infanzia e scrittori horror;  due righe sopra i Take That c’è Pisapia, mentre il capo del governo è schiacciato tra lo Zoo di 105 e la mia parrucchiera tailandese.


Così si alternano di continuo “cinguettii” dissonanti tra loro e a volte mi capita di sapere che è scoppiata una lite tra la mia amica Alessia e il suo vicino di casa gay, subito dopo aver letto che un kamikaze si è fatto scoppiare in piazza Duomo. 

Questa frammentazione può essere destabilizzante.

Screen shot 2012-01-20 at 2.46.06 PM.png

In altri casi, invece; trovi anche qualche assurda verità, ad esempio questa sul futuro della Terra, twittata dal mitico professor Hawking:

 

“La razza umana deve trasferirsi in un altro pianeta, oltre il sistema solare, per proteggere il futuro della sua specie”

(Se lo avesse detto mio zio al quinto limocello post-pranzo, sarebbe stato trascurabile e per certi versi anche divertente.)

 

Ma Stephen Hawking è uno dei più grandi scienziati dei nostri tempi. E ha una certa credibilità.

Condannato all’immobilità totale dalla distrofia muscolare, sembra anche perfettamente ‘fermo’ sulle sue desolanti teorie.  (Un suo documentario visto per caso una sera davanti al gelato e che sembrava una leggera escursione sui segreti dello spazio, si è rivelato una 'mazzata' cognitiva: Hawking ha dimostrato in maniera inconfutabile che Dio non esiste e che dopo la morte non c’è niente. Ed io, ancora ripiena di panna montata, mi sono sentita male come quando a 3 anni mia madre mi ha detto che Babbo Natale era una stronzata.)

 

Per lui, il pianeta ha gli anni contati: l’uomo esaurirà le risorse o il sole inaridirà la Terra, il nucleare porterà allo sterminio e un asteroide potrebbe farci scomparire dal sistema solare.

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In quest’ottica, tutti gli investimenti per guarire il mondo- dalle energie rinnovabili alla riduzione del carbon footprint, dalle macchine elettriche alla spesa a chilometri zero- sono fuori target. 

 

Per salvarci non dobbiamo salvare la terra, ma abbandonarla.

Sarebbe meglio impiegare le risorse per farci volare in un altro sistema solare a bordo di un razzo speciale che va alla velocità della luce, con meccanismo di “annichilazione di materia e antimateria “. (Wikipedia, non scioperi oggi, vero?)

 

Questo drammatico twitter di 116 battute è la sintesi di uno scenario possibile, non fantascientifico.

 

E se avesse ragione Hawking? Perché non stiamo preparando navicelle spaziali auto-alimentate da pannelli stellari?

 

Sono indecisa se abbracciare o meno la teoria, quando, improvvisamente, mi arriva un twitter sulla vicenda Costa Concordia, con le parole del capitano di Livorno.

Non è vero che i twitter sono sempre dissonanti tra loro. Questo  qua, ad esempio, poteva essere la naturale conclusione del discorso di Hawkings: 

 

Vada a bordo, cazzo!*

 

 

 

Luisa Cartei


 

* Se siete interessati, salire a bordo di un volo spaziale costa 200 mila euro, biglietti disponibili su Virgin Galactic.

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