22/09/2010
Expo Shanghai: l'Arabia Saudita gioca le sue carte
L’Arabia Saudita gioca le sue carte all’Expo di Shanghai: un padiglione di 6.000 metri quadrati che fa letteralmente sospendere il fiato. La “moon boat”, costruzione che ricorda una nave, ma anche una mezza luna, è stata infatti realizzata in sospeso sul terreno, un effetto sicuramente riuscito, che invita i visitatori ad avvicinarsi ed entrare nel mondo saudito.
Sulla superficie dello stand sono state messe a dimora numerose palme, in modo da creare ombra per le file di ospiti in attesa e riprodurre un immaginario di oasi e beduini, ricchezza culturale (non che manchi quella materiale) e preziosi giardini ricchi di acqua e vegetazione.
Il messaggio è chiaro: l’Arabia Saudita è in grado di offrire lussuose città e spazi urbani degni delle migliori metropoli del mondo. Il percorso all’interno del padiglione prevede il focus su diverse tipologie urbane: the city of Energy, the city of Oasis, the Ancient City with Rich Cultural Heritage, the city of Fast-growing Economy.
Come dire, non dobbiamo rinunciare a nulla, storia, cultura, natura, innovazione, energia pulita… Possiamo avere tutto.
E a ricordare i tesori arabi ci pensa una delle maggiori attrazioni dell’Expo, “A flight over the treasures of Saudi Arabia”, un filmato proiettato attraverso le più innovative tecnologie 3D in uno schermo di ben 1.600 m², sì, avete capito bene, 1.600.
Il tutto avviene all’insegna della promozione dell’energia rinnovabile, dato che il padiglione viene alimentato ad energia solare ed eolica. Ma non erano i signori del petrolio?
13:00 Scritto da green.power (Webmaster) in Expo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: expo, shanghai, cina, arabia saudita, energia, rinnovabili, eolico, solare, città | OKNOtizie |
Facebook
10/09/2010
Expo Shanghai: l’arte di attirare i visitatori
Ai Cinesi piace l'Italia. Il Padiglione italiano, infatti, è il secondo per numero di visite - dopo quello cinese - all'Expo di Shanghai. Incuriosire e affascinare il pubblico cinese per attrarre turisti è uno degli obiettivi della missione italiana nell'ex impero celeste. Un obiettivo, considerati i numeri e il costante successo delle attività e delle manifestazioni italiane nell'Expo, ampiamente raggiunto.
Non solo cultura e fascino che sono legati al nostro Paese, ma anche un fitto programmi di incontri e conferenze. Dall'architettura, al design, dalla creatività alla cultura, per poi arrivare alla sostenibilità, queste sono le tematiche proposte dall'Italia, che saranno corredate da una serie di mostre e di eventi paralleli.
«La sfida più grande è stata quella di costruire ed allestire il Padiglione italiano a Shanghai con fondi pubblici obiettivamente limitati rispetto a quello che si intendeva realizzare - ha detto Stefano Bergesio, direttore amministrativo del Commissariato Generale per l'Expo. L'Italia si è presentata all'Expo di Shanghai con il suo biglietto da visita più scintillante, mostrando il meglio dell'arte, della cultura, della tecnologia e dell'industria in generale. Ora abbiamo superato i due terzi della manifestazione e ci attendono i mesi forse più impegnativi, perché già pieni di eventi di tutti i tipi, riceveremo molte delegazioni, e subito dopo la chiusura comincerà il rientro delle opere d'arte in Italia. Sono convinto che quando si abbasserà il sipario sull'Esposizione Universale di Shanghai, resterà in noi una grande soddisfazione».
«L'Italia è stata rappresentata a Shanghai in modo brillante e dinamico - ha detto Ernesto Miraglia, il direttore del Padiglione Italia -. Brillante perché il Padiglione e la mostra rappresentano "Italy at its best". Dinamico perché all'esposizione permanente si affiancano mostre temporanee sulle eccellenze territoriali, sull'arte, sulla cultura e sull'innovazione, tutte di alto profilo».
12:14 Scritto da green.power (Webmaster) in Expo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: expo, shanghai, cina, esposizione universale | OKNOtizie |
Facebook
06/09/2010
Expo Shanghai: e se la Cina governasse il mondo…
Con l'Expo sono stato due volte a Shanghai a distanza di 12 anni.
Ritornare in Cina mi ha portato ad alcune riflessioni sul ruolo di questo paese nello scacchiere mondiale.
In dodici anni la Cina - e Shanghai che è la sua Milano - sono diventate una realtà enorme e incredibile.
Nel 1998, la prima volta che visitai quel paese, ho visto un popolo povero che voleva avere un ruolo nel mondo e si leggeva un preciso disegno politico.
Un aneddoto tra i tanti, ma esplicativo...
Incontrai al 40° piano di un grattacielo a Pudong il sindaco del "rione" che mi spiegò la via socialista al capitalismo. Nell'ufficio aveva il plastico della zona. Lo guardammo insieme e mi disse: "La parte di destra è quella che dalla finestra vedi costruita. Grattacieli, case, strade, etc. Quella sulla sinistra, invece, sarà realizzata il prossimo anno".
E dalla finestra - a sinistra - vidi solo campi.
Per un italiano che vede le costruzioni come eventi biblici aveva dell'incredibile.
Ma si capiva che era vero, che il disegno c'era. Certo, non ancora definito. Ma c'era!
Oggi, non solo il disegno è evidente e sotto gli occhi di tutti, ma è anche preoccupante.
La Cina è modernità, grandiosità, la nuova America, il paese destinato a diventare egemone nel giro di dieci anni.
Il libro di Martin Jacques "When China rules the world - the end of the western world and the birth of a new world" (ovviamente si trova solo in inglese su Amazon.com) è profetico.
La Cina è il paese che detterà le regole, che metterà fine all'egemonia culturale europea, o meglio occidentale.
Guadate questi due grafici. Dicono più di tante parole.

Ma che male c'è potreste dire?
Prima gli americani. Ora loro.
È che i cinesi sono diversi dagli americani. Non hanno la nostra cultura. Hanno valori diversi.
Non voglio fare un quadro dei cinesi improprio e superficiale.
Diciamo, per ora, che non condividono i nostri valori. E che i nostri, conquistati in tanti anni di lotte, non sono i loro.
E allora il conflitto lo vedo tosto. E perdente.
L'Expo ne è una delle prove più visibili e chiare.
Basta girare tra i padiglioni per capire e capire tanto, specie se si pensa in quest'ottica (quella dei 2 grafici, per intenderci). Chi sarà più forte nel futuro? Chi comanderà?
Vedo gli Unni alle porte. Non i barbari di Baricco, quelli un po' fighettosi,post moderni da Repubblica, ma quelli veri con i soldi e la volontà di vincerci.
E tremo pensando al nostro paese, il meno attrezzato di tutti nel mondo occidentale, che non pensa a creare i presupposti per una difesa. Un paese che in 40 anni è passato da sesta potenza mondiale all'inseguimento del 18° posto, mantenuto dalle Filippine. Insomma, da ricchi con badanti, a conquistati dalle badanti.
Un paese che pensa al processo breve, quando tra breve i barbari busseranno alle nostre porte.
Ma ne parleremo nei prossimi post...
Diego Masi
10:30 Scritto da green.power (Webmaster) in Expo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: expo, cina, shanghai, comunicazione | OKNOtizie |
Facebook
01/09/2010
Expo Shanghai: la Cina mostra la sua grandeur
Abbiamo iniziato a girare per l'Expo. Ma "girare" è una parola che non rende l'idea.
L'area ha un lato di sette chilometri e mezzo e visitarla non è certo una passeggiata! Ci vogliono i mezzi pubblici che in questa città - che ospita l'Expo sul tema "Better cities, better life" - sono numerosi ed efficienti.
Abbiamo visitato il padiglione della Spagna, che qui va per la maggiore. Un bozzolone di canapa di migliaia di metri quadri con dentro, nell'ordine: uno spettacolo al buio di flamenco, la Coppa del Mondo (che proprio ieri Zapatero ha ripresentato, qui a Shanghai) e infine un bambino di cartapesta alto sei metri che muove gli occhi. Il senso? La rinascita, la vita, i bambini come speranza per il futuro... Mah. Non so, né ho chiesto.
Però ho fatto sei ore di coda per entrare.
Non si poteva non visitare, tra gli altri, il padiglione dell'Arabia Saudita. Nove ore di fila di domenica e sei o sette in settimana solo per guadagnarsi l'ingresso in un enorme palla di ferro stile astronave. Sali su un tapis roulant e mentre avanzi, scorre con te un film sul reame saudita. Man mano che procedi, per effetti stroboscopici il corridoio si allarga in una immensa voragine e l'impressione è quella di essere nel film e quindi in Arabia. Effetto bellissimo e costosissimo (ma hanno il petrolio!).
Perché l'Expo è anche questo: effetti da luna park, da Eurodisney, da Gardaland. E più sono costosi e kitsch, più i padiglioni piacciono. Il tema green cities continua a essere irrilevante.
Proseguiamo il giro.Dall'Arabia alla Cina. Sono vicine.
E qui capisci l'Expo di Shanghai.
La pagoda rossa rovesciata ne è il simbolo.
È alta 12 piani. Svetta su tutti e su tutto.
È il padiglione che tutti devono vedere e che è impossibile non vedere.
E si deve vedere, costi quel che costi. Anche un giorno di coda.
Entri in una sala da duemila posti. Proiettano un film sulla "storia" della Cina. Pensi cominci dal 5000 avanti Cristo? No.
Dal 1980, data di inizio di nascita di questa Cina. Niente Ming e compagnia, è la storia di una famiglia normale che in 30 anni è passata da una casa povera, ma dignitosa a un appartamento Ikea.
Tema dominante: NOI LAVORIAMO TANTO!
Poi si esce (o meglio, si scendono i 12 piani) e ... coda ... e si sale su un trenino che ti porta - come a Gardaland - in viaggio le infrastrutture del dialogo: da internet alle autostrade.
Altra coda e si arriva al padiglione verde, di nome e di fatto, dedicato alla sostenibilità. Con dati e report su quanto fa e farà la Cina, oggi e nel futuro, per diminuire il proprio impatto ambientale: dalle auto elettriche, alla riduzione delle emissioni, al passaggio alle energie pulite, etc. Il tutto raccontato come se fosse già in atto. Detto, fatto.
E poi pian piano si torna all'aria aperta.
Conclusione: una cosa mastodontica. Enorme. Un gigante, in confronto agli altri padiglioni.
Il messaggio che trasmette? "Non importa cosa diciamo, conta cosa abbiamo costruito. Siamo i più ...GRANDI".
A proposito, dal giovane stagista che lavora per l'Expo di Milano del 2015 e che ci accompagna in questo labirinto abbiamo saputo che qui a Shanghai dall'Italia "istituzionale" non è ancora venuto quasi nessuno. Solo la Prestigiacomo, in occasione dell'inaugurazione del nostro padiglione. E la Moratti e Formigoni arriveranno a breve.
No news. No show.
Boh!!
Diego Masi
15:37 Scritto da green.power (Webmaster) in Expo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: expo, communication, shanghai, cina | OKNOtizie |
Facebook
09/02/2010
Green Life 2010
Come vengono costruite le città sostenibili?
Come si vive in un quartiere attento alle esigenze ambientali?
Gli edifici ecocompatibili sono anche funzionali? Essere green verso il futuro... Come?
Scopritelo alla Triennale di Milano, in occasione della mostra 'Green Life: costruire città sostenibili', patrocinata da Legambiente.
16:52 Scritto da green.power (Webmaster) in News | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: green life, triennale, milano, bioedilizia, rinnovabili, energia, legambiente, copenhagen, cina, usa | OKNOtizie |
Facebook

