Rolling Stone USA denuncia i Climate Killers

31645689.jpgSono 17 le persone che la madre di tutte le riviste musicali ha additato come Climate Killers. Warren Buffet, Rupert Murdoch e Jack Gerard sul podio dei “vincitori”.

Che il cambiamento climatico sia un tema da prima pagina è ormai chiaro come il sole. Il green è “in”, non c’è dubbio. Dal “ghetto” dei movimenti ambientalisti e radicali è approdato sulle spiagge assolate dei mass media, è entrato nelle conversazioni in e offline, nei blog e nei salotti. E ora anche la rivista Rolling Stone, la madre di tutte riviste di cultura musicale, ha dedicato la cover story alla battaglia contro il Climate Change.

Non aspettatevi storie di orsi polari e di ghiacci che si sciolgono, di foreste distrutte per far spazio a nuove colture e di nuovi disastri naturali, perché Rolling Stone non rinuncia al suo stile graffiante e denuncia apertamente i maggiori “Climate Killers” del mondo, con tanto di nomi e cognomi.

“You Idiots!” strilla la copertina, lettere rosse su sfondo nero, invitando i lettori a “incontrare i peggiori nemici del Pianeta”, vale a dire le 17 persone che contribuiscono maggiormente a incrementare il processo di riscaldamento globale che mette in pericolo la sopravvivenza della Terra.

Secondo la rivista il nemico numero uno dell’umanità è Warren Buffet, definito “l’approfittatore”, che ha scelto di continuare a investire nella vecchia grey economy, influenzando non solo altri ben più piccoli investitori, ma ribadendo agli occhi di banche e imprese la validità di un modello di sviluppo non sostenibile. Lo stesso Warren critica la Casa Bianca di aver introdotto, con la Carbon Tax, una delle tasse più pesanti della storia degli Stati Uniti.

Al secondo posto troviamo “il disinformatore” Rupert Murdoch, accusato di contribuire attraverso il suo impero mediatico a diffondere informazioni fuorvianti sul cambiamento climatico. Un esempio? Lo scorso ottobre Fox Businnes ha mandato in onda un programma, “The Carbon Myth”, dove alcuni scienziati sostenevano che l’inquinamento causato dallo sfruttamento dei combustibili fossili non fosse poi così dannoso per l’ambiente.

Sul gradino più basso del podio sale invece Jack Gerard, presidente dell’American Petroleum Institute, che rappresenta gli interessi delle maggiori compagnie petrolifere mondiali, tra cui Exxon, BP e Shell. Gerard è accusato di aver sempre cospirato nell’ombra contro l’approvazione di leggi sulla regolamentazione delle emissioni di CO2. Rolling Stone lo definisce “il finto manifestante” per aver spinto le circa 400 compagnie dell’API a mobilitare i propri lavoratori, invitandoli a organizzare e partecipare alle proteste contro le limitazione alle emissioni.

Tra i Climate Killers troviamo anche “The Burning Man”, Rex Tillerson, ceo di ExxonMobil, e “The Flip Flopper” John McCain, avversario di Obama nella corsa alla Casa Bianca.
E poi ancora ceo di multinazionali, politici democratici e repubblicani, commentatori delle principali emittenti televisive, scienziati, accomunati dalla volontà di ostacolare il cammino della rivoluzione verde.

Rolling Stone USA denuncia i Climate Killersultima modifica: 2010-01-26T17:01:45+01:00da green.power
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