Sean Connery per Crédit Agricole

SeanC.jpgL’attore scozzese si presta come testimonial per la trasformazione dell’istituto di credito in una “green bank”.
“Back to common sense. It’s time for green banking”: una promessa da mantenere.
E’ tempo di cominciare ad analizzare le campagne verdi.

Mattina di notizie, on e off line. Sfoglio L’espresso e l’occhio cade su una pagina pubblicitaria del Crédit Agricole.

Il volto di un attempato, ma pur sempre giovanile, Sean Connery guarda laconico nella mia direzione: “Back to common sense. It’s time for green banking”, recita l’headline.

E perché no, in fondo anche per le banche è tempo di ripensare al loro ruolo e alla loro strategia. Percepite da sempre come enti astratti e lontani dal cliente, forse è bene che anch’esse aderiscano alla rivoluzione verde che sta sempre più permeando ogni area del mercato.

Sono altri i motivi della mia perplessità.  Ad esempio, mi  chiedo perché un istituto di credito francese scelga uno scozzese, peraltro non noto per la sua sensibilità ambientale, come testimonial  e decida di parlare al consumatore italiano in lingua inglese.

Alla ricerca di informazioni che mi aiutino a svelare il segreto di questa misteriosa comunicazione, atterro sul sito della banca d’oltralpe e mi imbatto nel video della campagna. Sean, con la sua voce calda e rassicurante, ripete il nuovo posizionamento dell’istituto.

Insomma, nel messaggio si annuncia il re-naming di Calyon, la sezione del gruppo francese dedicata agli investimenti, in Crédit Agricole Corporate and Investment Bank.
Ma cosa c’entra il verde in tutto questo? 

Leggendo le dieci righe del body copy mi sembra di intuire che l’operazione di re-namig – “traendo utile lezione dall’esperienza della crisi” – sia collegata all’adozione da parte dell’istituto di “un nuovo modello economico, basato sull’economia reale e sulla crescita sostenibile”.
Ma cosa significa? 

Navigando su internet si capisce che quattro sono i punti fondamentali del rinnovato posizionamento: offerta di servizi affidabili; lotta contro il cambiamento climatico; supporto all’agricoltura; impegno nei confronti dello sviluppo delle risorse umane.

È probabile che, in Francia, la tradizione di sostegno all’agricoltura del Crédit Agricole sia unanimemente riconosciuta, ma non credo si possa dire altrettanto per quanto riguarda l’Italia. È per questo che mi chiedo se non sarebbe stato meglio segnalare subito nella pagina stampa i fondamenti del nuovo orientamento della “banca verde”, veicolando il messaggio in maniera completa e diretta.

Ripenso alla regola del CRED enunciata da Joel Makower in Strategies for the Green Economy. Per Makower la green communication dovrebbe basarsi su quattro pilastri: Credibilità, Rilevanza, Efficacia del messaggio, Differenziazione. Non sono sicura che la campagna del Crédit Agricole soddisfi questi requisiti.
Sbaglio?

Sean Connery per Crédit Agricoleultima modifica: 2010-02-15T11:00:00+01:00da green.power
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