Not just ‘talk green’

cop.jpgSi è tenuto ieri, 17 febbraio 2010, il seminario MPI sulle migliori pratiche di eco-sostenibilità per l’industra degli eventi.
La comunicazione ‘green’, si è detto, comincia a evolversi e a delinearsi meglio.
E’ il momento di capire come funziona, a partire dalle ‘3R’, per passare attraverso l’esempio virtuoso di Copehnagen.

Di comunicazione ‘green’ parlano già in tanti. Alcuni lo fanno tanto per fare, altri invece lo fanno con cognizione di causa. Anche le associazioni si stanno attrezzando con il fine di offrire ai propri associati nuovi spunti.
MPI, la community internazionale che riunisce oltre 24mila professionisti di convegni, ha organizzato ieri, 17 febbraio 2010, il seminario Not just ‘talk green’. L’obiettivo dell’incontro era quello di informare i partecipanti sulle migliori pratiche dell’eco-sostenibilità per l’industria degli eventi, nonché informazioni sui processi di certificazione, sempre più importanti per poter partecipare alle gare pubbliche.

Vari argomenti sono stati trattati. Si è iniziato con una ricapitolazione delle ‘3R’ (Reuse, Recycle, Repair) che sono state illustrate dal past president Pier Paolo Mariotti, CMP, CMM, e dalle parole di Amy Spatrisano, CMP, presidente del Green meetings industry council, che ha definito i ‘green meeting’ come gli eventi del futuro, destinati a soppiantare quelli tradizionali.

Pensavo che, in vista di Expo 2015, Milano dovrebbe seguire l’esempio di Copehnagen che, come ha sottolineato Jonathan Cohen, marketing manager di VisitDenmark, “Ha subito una rivoluzione green totale: infrastrutture, business, trasporti, cibo, persino la cittadinanza. Il 96% dei residenti ha il riscaldamento centralizzato e il 22% dell’energia è eolica; il 40% della gente va in ufficio in bicicletta. Per coinvolgere le autorità locali si è fatto leva sui meeting di argomento affine già programmati lo stesso anno in città, per esempio il World business summit on climate change, nonché su iniziative esterne quali Hopenhagen Live. L’evento raddoppiò le aspettative, con oltre trentamila persone di audience e 2500 meeting collaterali, 122 capi di Stato, molte agenzie non governative, 4mila giornalisti. È stato il primo evento Onu a ottenere la certificazione BS8901: è stato recuperato il 100% delle emissioni di Co2. Sul piano organizzativo l’idea fu quella di creare il Copenhagen sustainable meetings protocol, un’alleanza tra operatori locali per accelerare la trasformazione della meeting industry verso la sostenibilità”.

A termine dell’incontro, si è riflettuto sulla possibilità di trasformare l’eco-sostenibilità in una business proposition. “In genere – ha detto Jonathan Cohen – il green funziona nel momento in cui l’interlocutore capisce l’importanza ambientale e sociale del rispetto della natura”. “Tutto finisce col rifarsi ai tre elementi base: people, plan & profit – ha concluso Mariotti -. Solo mettendoli insieme si crea il circolo virtuoso capace di conquistare il cliente”.

Il prossimo appuntamento dove parlare ancora di sostenibilità per gli eventi sarà la prima edizione della European conference on sustainability in the meetings industry, che si terrà a Bruges in Belgio dal 27 al 29 giugno. All’evento, organizzato dal Capitolo belga di MPI con la collaborazione dei Capitoli europei, sono attesi più di 150 partecipanti da tutto il continente.

Not just ‘talk green’ultima modifica: 2010-02-18T11:54:00+01:00da green.power
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