Sant’Anna e la Bio Bottle

bio-bottle.jpg650 milioni di bottiglie Bio sono state prodotte dall’azienda Fonti di Vinadio.
Una comunicazione che non è solo pubblicità, ma un vero e proprio progetto che si realizza in un’azione concreta.
Il risparmio?
180.000 barili di petrolio circa e una riduzione davvero consistente delle emissioni di CO2.

L’abbiamo già detto: comunicare “green” per le aziende sta diventando molto importante. In una società sempre più esigente, i prodotti devono saper rispondere alle nuove richieste.
Ma comunicare “verde” non vuol dire solo fare campagne pubblicitarie che annuncino un impegno ambientale, significa piuttosto sviluppare progetti ecosostenibili in linea con la strategia e il posizionamento del brand.

L’acqua Sant’Anna si è mossa in questo senso. A partire da febbraio e per tutto il 2010, l’azienda Fonti di Vinadio imbottiglierà l’acqua minerale in un nuovo packaging realizzato con un biopolimero di origine vegetale. La Bio Bottle è compostabile, si conserva come le altre bottiglie di plastica, ma si biodegrada completamente in soli 80 giorni negli appositi siti.

La campagna pubblicitaria a sostegno dell’iniziativa, realizzata dall’agenzia Between, è prevalentemente informativa e utilizza la carta stampata come mezzo privilegiato. Su corriere.it e libero.it sarà visibile anche la versione online. Sponsorizzazioni e billboard su alcune reti nazionali completano il piano.

Sant’Anna Bio Bottle è stata prodotta in 650 milioni di pezzi che permetteranno un risparmio di 176.800 barili di petrolio, un quantitativo sufficiente a riscaldare una città di più di 500 mila abitanti per un mese. La riduzione delle emissioni di CO2 è pari a quelle che produrrebbe un’auto se facesse il giro del mondo per 30 mila volte.

Siamo sulla buona strada, no?

Sant’Anna e la Bio Bottleultima modifica: 2010-02-22T15:58:00+01:00da green.power
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3 pensieri su “Sant’Anna e la Bio Bottle

  1. Bella l’iniziativa, ma possibile che per comunicarla non trovino nulla di più originale che quantificare la riduzione delle emissioni di CO2 in quella prodotta da una macchina che facesse 30 mila volte il giro del mondo? Ammesso e non concesso che si tratti di un’unità di misura in grado di dare davvero un’idea dell’innovazione e della sostenibilità del nuovo packaging, non siamo stanchi di sentir parlare di tematiche quali il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni sempre negli stessi termini? Piscine che si potrebbero riempire se si parla di acqua, chilometri da percorrere in auto se si parla di petrolio ecc ecc?
    E’ questa la green communication?

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