Cina e India firmano l’accordo sul clima

cop15.jpgDopo l’adesione di Indonesia, Brasile, Sudafrica e Messico, anche Cina e India hanno sottoscritto l’accordo raggiunto a Copenhagen. Ora all’appello manca solo la Russia.

Dopo l’adesione di Indonesia, Brasile, Sudafrica e Messico, anche Cina e India hanno sottoscritto l’accordo raggiunto a Copenhagen. Le economie emergenti dunque, dopo i dubbi sollevati in occasione del summit, stanno tornando sui loro passi e accettano le condizioni, peraltro ben poco vincolanti, dettate dal trattato.

Occorre ricordare infatti che l’accordo pone il limite di due gradi all’aumento della temperatura media della Terra e prevede la creazione di un fondo di 30 miliardi di dollari l’anno nel triennio 2010-2013 e di 100 miliardi di dollari l’anno dal 2012 al 2020 per aiutare i Paesi in via di sviluppo a mantenere i propri impegni, ma non fissa nessun vincolo in grado di rendere effettivo l’impegno dei Paesi firmatari.

Tuttavia l’adesione delle maggiori economie emenrgenti, responsabili dell’aumento di emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera non tanto in ottica presente quanto futura per l’impetuoso – e sregolato – sviluppo industiale che le vede protagoniste, non può non essere visto come un segnale positivo.

L’accordo, criticato dagli ambientalisti perchè non ha mantenuto le grandi aspettative che avevano generato il summit di Copenhagen e il suo “testimonial” Barack Obama, è comunque una base comune su cui costruire. E’ il segnale che la consapevolezza del pericolo del global warming è diffusa non solo nei Paesi industializzati, quelli che hanno la pancia piena e le risorse per compiere il cammino verso la sostenibilità, ma anche da in quelli che fino a poco tempo fa rivendicavano il diritto di inquinare per crescere.

All’appello manca a questo punto solo la Russia, che continuando sulla sua strada corre però il rischio di ritrovarsi sola. E isolata.

L’onda verde avanza.

Cina e India firmano l’accordo sul climaultima modifica: 2010-03-10T15:12:00+01:00da green.power
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