Expo di Shanghai. Un grandioso biglietto da visita della Cina

kenya august 10+ angie 2 +shangai 184.jpgÈ difficile fare una sintesi delle impressioni ed emozioni della prima giornata all’Expo mondiale di Shanghai.

Grandiosità, è forse la prima parola che mi viene in mente per iniziare a spiegare.
L’esposizione è quasi esagerata: sette chilometri quadrati di padiglioni. Una vera e propria città nella città. Quasi in centro, vicino a Pudong, nella zona degli alberghi e delle residenze di valore, è sempre visibile la pagoda rovesciata che rappresenta l’attrazione principale del padiglione della Cina (a proposito Shanghai fa 20 milioni di persone, un terzo dell’Italia e il centro-città è un concetto relativo).

Il biglietto da visita della Cina al mondo. Forse è la seconda spiegazione della riuscita di questa manifestazione. Sì, perché grande è lo sforzo, l’investimento effettuato, la cura del dettaglio e l’organizzazione. Mezzo milione di visitatori al giorno girano per l’Expo in una città super pulita senza nessun problema e senza incidenti.

La terza chiave di lettura del successo dell’Expo cinese è l’attenzione alle problematiche della sostenibilità ben espresse dal tema scelto per la manifestazione: “Better city, Better life”. Si capisce subito che lo sforzo di approfondire la tematica e di seguirla in tutte le sue sfaccettature c’è stato. Ma l’effetto non è quello atteso. Il tema rimane più un pretesto per ciascun Paese di metter in mostra quello che meglio sa fare in generale piuttosto che trattare a fondo il concetto della sostenibilità del nostro vivere cittadino.

kenya august 10+ angie 2 +shangai 162.jpgL’Expo è un po’ come la nostra vecchia fiera campionaria. Se sostituite i Paesi ai temi della fiera e moltiplicate per cento ne avete un vaga idea.
Ogni Paese un grande padiglione costruito addobbato e organizzato per dare il senso del proprio posizionamento. In più ci sono una serie di padiglioni tematici come The grid, sulla griglia energetica (ottimo); The space sullo sviluppo della conquista dello spazio; The oil sulla bontà del petrolio (sic!) – che risulta il migliore grazie alla proiezione di un film in 3D che può competere con quelli di Eurodisney.

Ogni Paese – dicevo – ha fatto del suo meglio. Qualcuno con pochi soldi, altri con poche idee, ma tutti si sono presentati sull’onda del tema della sostenibilità, che purtroppo hanno subito scordato per raccontare esclusivamente le proprie meraviglie.

Il padiglione Italia è forse uno dei più belli. Anzi direi il più bello di quelli che ho visto. Elegante. Nobile. Artistico. Di alto design. Modaiolo.
Con tutte le brand che popolano i sogni e gli incubi dei cinesi. Una scatola ricorda tutto ciò che si trova a carissimo prezzo nelle città: da Prada a Tods, dalla Ferrari al design più esclusivo, dal nostro vino al nostro cibo.

kenya august 10+ angie 2 +shangai 221.jpgComplimenti alla delegazione italiana condotta dal professor Beniamino Quintieri, dalla Ministra Accili e a tutto lo staff italiano che, insieme, hanno presentato benissimo il nostro Paese.

Ma il pensiero continua ad andare al nostro Expo 2015 con la domanda perseguitante: “Ma i nostri là a Milano e a Roma l’avranno visto davvero l’Expo di Shanghai? Perché continuano a litigare sui terreni?”.

Non sono le uniche domande che mi vengono in mente e non sono le uniche che vi porrò nei prossimi giorni e nei prossimi anni.

Diego Masi

Expo di Shanghai. Un grandioso biglietto da visita della Cinaultima modifica: 2010-08-30T14:58:21+02:00da green.power
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