Expo Shanghai: la Cina mostra la sua grandeur

shangai '10 092.jpgAbbiamo iniziato a girare per l’Expo. Ma “girare” è una parola che non rende l’idea.
L’area ha un lato di sette chilometri e mezzo e visitarla non è certo una passeggiata! Ci vogliono i mezzi pubblici che in questa città – che ospita l’Expo sul tema “Better cities, better life” – sono numerosi ed efficienti.

Abbiamo visitato il padiglione della Spagna, che qui va per la maggiore. Un bozzolone di canapa di migliaia di metri quadri con dentro, nell’ordine: uno spettacolo al buio di flamenco, la Coppa del Mondo (che proprio ieri Zapatero ha ripresentato, qui a Shanghai) e infine un bambino di cartapesta alto sei metri che muove gli occhi. Il senso? La rinascita, la vita, i bambini come speranza per il futuro… Mah. Non so, né ho chiesto.

Però ho fatto sei ore di coda per entrare.

Non si poteva non visitare, tra gli altri, il padiglione dell’Arabia Saudita. Nove ore di fila di domenica e sei o sette in settimana solo per guadagnarsi l’ingresso in un enorme palla di ferro stile astronave. Sali su un tapis roulant e mentre avanzi, scorre con te un film sul reame saudita. Man mano che procedi, per effetti stroboscopici il corridoio si allarga in una immensa voragine e l’impressione è quella di essere nel film e quindi in Arabia. Effetto bellissimo e costosissimo (ma hanno il petrolio!).

shangai '10 002.jpgPerché l’Expo è anche questo: effetti da luna park, da Eurodisney, da Gardaland. E più sono costosi e kitsch, più i padiglioni piacciono. Il tema green cities continua a essere irrilevante.

Proseguiamo il giro.Dall’Arabia alla Cina. Sono vicine.

E qui capisci l’Expo di Shanghai.
La pagoda rossa rovesciata ne è il simbolo.
È alta 12 piani. Svetta su tutti e su tutto.
È il padiglione che tutti devono vedere e che è impossibile non vedere.
E si deve vedere, costi quel che costi. Anche un giorno di coda.

Entri in una sala da duemila posti. Proiettano un film sulla “storia” della Cina. Pensi cominci dal 5000 avanti Cristo? No.
Dal 1980, data di inizio di nascita di questa Cina. Niente Ming e compagnia, è la storia di una famiglia normale che in 30 anni è passata da una casa povera, ma dignitosa a un appartamento Ikea.
Tema dominante: NOI LAVORIAMO TANTO!

shangai '10 013.jpgPoi si esce (o meglio, si scendono i 12 piani) e …  coda … e si sale su un trenino che ti porta  – come a Gardaland – in viaggio le infrastrutture del dialogo: da internet alle autostrade.

Altra coda e si arriva al padiglione verde, di nome e di fatto, dedicato alla sostenibilità. Con dati e report su quanto fa e farà la Cina, oggi e nel futuro, per diminuire il proprio impatto ambientale: dalle auto elettriche, alla riduzione delle emissioni, al passaggio alle energie pulite, etc. Il tutto raccontato come se fosse già in atto. Detto, fatto.

E poi pian piano si torna all’aria aperta.
Conclusione: una cosa mastodontica. Enorme. Un gigante, in confronto agli altri padiglioni.
Il messaggio che trasmette? “Non importa cosa diciamo, conta cosa abbiamo costruito. Siamo i più …GRANDI”.

A proposito, dal giovane stagista che lavora per l’Expo di Milano del 2015 e che ci accompagna in questo labirinto abbiamo saputo che qui a Shanghai dall’Italia “istituzionale” non è ancora venuto quasi nessuno. Solo la Prestigiacomo, in occasione dell’inaugurazione del nostro padiglione. E la Moratti e Formigoni arriveranno a breve.

No news. No show.

Boh!!

Diego Masi

Expo Shanghai: la Cina mostra la sua grandeurultima modifica: 2010-09-01T15:37:00+02:00da green.power
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