Democrazia indietro. Consumatori avanti

Come voi saprete, sono editore del giornale più letto in Italia sul green e sull’ambiente, Virgilio Go Green. Non voglio “farmi  bello”. Solo per dire che sono esposto a tutte le ricerche che escono sul sistema Italia nell’ambiente. E alla capacità di evoluzione che questo mondo sta avendo.

Da quello che vedo, mi sembra che i consumatori siano molto avanti. Mi spiego: Gfk-Eurisko ha condotto una recente ricerca sull’atteggiamento degli italiani e il green (clicca qui per vederla). Quasi il 90% giudica importante la sostenibilità aziendale. Il 51% chiede alle aziende impegno attento nel rispetto. E per il 32% dei casi è avvenuto un miglioramento negli ultimi 3 anni.

Più della metà sa che cos’è la classificazione energetica con punte di oltre il 55% nel Nord, ma anche del 49% nel centro e nel Sud. È pronta, al 60%, a spendere di più per acquistare prodotti bio e prodotti che consumano meno energia.

Questo significa che gli italiani stanno migliorando i loro atteggiamenti e le richieste green. Anche le ricerche americane mostrano un popolo che sta mutando in funzione di una maggiore greenitudine nei loro atteggiamenti.

Molto di più degli europei. Eccp un caso e un esempio (anche se non è solo green ma è nel dna del green): il successo di Etsy. Etsy è il più grande marketplace mondiale di vendita di prodotti fatti a mano. “Handmade” si chiamano.

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Ma più che un portale, o un ipermercato, è una comunità di artisti che si riunisce e vende i suoi prodotti e che in quel sito si ritrova, parla, scandisce il suo pensare. È una comunità i cui valori sono green per tutto tondo. Dalla qualità della vita al modo con cui passano il loro tempo, a come cercano di vivere bene in questo mondo. Leggete i loro blog. Sono un inno alla libertà, alla democrazia, alla sincerità, al buon pensare, all’amicizia, all’altruismo.

E non sono pochi, in termini di numero. Solo Etsy ha oltre 7 milioni di membri nella sua comunità e fa qualcosa come 9 miliardi, sì!! Nove miliardi di pagine viste in un anno. E oltre 300 milioni di dollari di fatturato per i chi vende nei negozi nel marketplace. Sommate gli altri epigoni e si contano qualche decina di milioni.

Tutto ciò mi fa riflettere e mi pone di fronte a una domanda: tutto questo come ci “azzecca” con quanto succede nel mondo? Quello che accade in Libia, quello che succede in tutti paesi del Nord africa e dell’Arabia. Quanto è già accaduto in Egitto e in Tunisia, che non sappiamo come finirà, ci racconta storie diverse. Storie di democrazia mancata. Storie di voglia di democrazia. Storie di martirio. Storie di decenni di soprusi.

Quanto accade in Italia non è poi molto lontano. Più farsa che dramma. Ma anche qui la decenza è superata. Sono tutte storie di paesi  strumentalizzati, usati e giocati da quell’Occidente che esprime i valori di cui Etsy è portavoce. E di cui i nostri intervistati fanno parte. È un mondo a due velocità. Nelle stesse persone. Da un lato buone, dall’altro pessime perchè permettono ai loro governi atti di cui si dovrebbero vergognare.

E tutto ciò senza accorgersene. È come se mancasse la capacità critica di vedere al di là del proprio naso; cosa di cui il nostro paese è un campione.

Quindi la buona notizia è che il green avanza. La cattiva è che la democrazia arretra.
Peccato!

Diego Masi

Democrazia indietro. Consumatori avantiultima modifica: 2011-03-04T10:00:00+01:00da green.power
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