Riscaldamento ancora acceso. Sindaci, lasciatecelo spegnere

sb10067107d-001.jpgNelle case di città, nei condomini, negli uffici pubblici, nei luoghi di pubblica utilità, negli ospedali il riscaldamento va a manetta.
In questi giorni di assoluto caldo. Di un inizio di estate contro natura con temperature giornaliere che oscillano tra i 20 e i 25 gradi e notturne intorno ai 15 cosa fanno i nostri sindaci?
I nostri amati politici non dicono: «SPEGNETE I RISCALDAMENTI».

Normalmente dichiarano su tutto il dichiarabile. Ma in questi giorni l’unica cosa da dire non la dicono.
E si tratterebbe, tra l’altro, di una banale ordinanza con un titolo di due righe: spegnete i riscaldamenti!
Non lo fanno perché per legge si bloccano il 21 aprile.
Credo  lo avesse deciso De Gasperi quando gli inverni erano inverni, le polveri sottili inesistenti e la primavera fredda.

Dopo il climate change – lo dice la parola stessa – tutto è cambiato.
Ma per loro… per i nostri sindaci nulla è cambiato. È estate. Ma la legge è legge.
E noi ci becchiamo in casa riscaldamenti da 22/25 gradi se non oltre.
E in ufficio giornate in T shirt.

Questo protrarsi dei riscaldamenti fa alcuni danni.
Elenchiamoli:

  • Il riscaldamento è una fonte di emissione di CO2. In percentuale quasi il 20% nelle grandi città. Avremmo risparmiato almeno un mese di CO2 da riscaldamento. Non male!
  • Il riscaldamento brucia combustile di varie nature. Spesso nocive. Comunque costose. Avremmo risparmiato un mese di combustibile. Un bel risultato se si pensa alla guerra di Libia.
  • A proposito di guerra, avremmo potuto immagazzinare la riserva di combustile così risparmiata per quando – a seguito del nostro rovinoso atteggiamento politico mantenuto nei confronti della Libia in occasione della guerra – non ci daranno più il petrolio che importavamo.
  • E poi, infine, le malattie. Raffreddori. Influenze. Mal di testa. Non si sente altro negli uffici in questi giorni. Il danno sociale – temo- sarà enorme.

Tutto perché?
Perché i condomini non ci provano neanche a spegnerli di loro spontanea iniziativa. Devi fare la petizione in portineria. L’assemblea per deliberare. Lo devi comunicare. Se va bene ci vogliono almeno quindici giorni. Se va male, un mese. Quindi inutile.

E poi c’è sempre un bastian contrario.  E poi ancora ve lo vedete l’amministratore che si mette a far battaglie, per non parlare del portinaio…
E perché i nostri sindaci, presi con le elezioni, non si accorgono che una piccolissima ordinanza li farebbe acquistare qualche simpatia in più?

Ma non lo fanno.
Chiedetegli il perché nella cabina elettorale.

Diego Masi

 

Riscaldamento ancora acceso. Sindaci, lasciatecelo spegnereultima modifica: 2011-04-06T18:12:00+02:00da green.power
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