Amministrative. La mancanza di una proposta green

urna-elezioni2.jpgIl prossimo sindaco di Berlino sarà probabilmente “green”. Cioè uno dei verdi. Nelle ultime amministrative in Germania ben due land hanno votato “verde”, probabilmente sull’onda emotiva della tragedia giapponese. E nel land del Baden Wurttenberg il nuovo governatore sarà proprio il leader locale del partito dei Verdi.

È giunto a tanto il loro successo, che la stessa Angela Merkel ha annunciato il blocco del nucleare e una nuova politica nazionale energetica basata solo sulle rinnovabili. Ma la Germania ha già dimostrato, nel tempo, parecchia attenzione all’ecologia.

Gli ambientalisti hanno governato insieme ai socialdemocratici per due legislature. E i risultati si vedono nei loro numeri: a partire dall’energia, la viabilità e la sostenibilità.

Il mitico Conh Bendit nasce proprio in Germania e ha contaminato anche la Francia. Oggi, il partito dei green in Germania corre a due cifre ed è intorno al 20%. In Francia, è al 15%.

E in Italia? Nulla.

poster4.jpgI verdi che da noi erano chiamati pomodori, cioè verdi-rossi, sono spariti dal radar. Infilati tra la Sel di Vendola e il PD, si stanno nascondendo.
Proprio nel momento in cui di loro ci sarebbe bisogno.

Tutti avremmo auspicato che nelle amministrative qualcosa di nuovo si muovesse. Qualche gesto di orgoglio. Almeno a livello dei maggiori centri.

Milano, che di difesa e attenzione all’ambiente avrebbe bisogno come il pane, aveva la possibilità di fare una lista che desse il via al green vero – quello che non è né di destra né di sinistra – che si tendo allo sviluppo sostenibile della città.
Nulla.

Eppure a Milano sono stati indetti 5 referendum proprio per migliorare le condizioni ambientali. Invece nulla. Lo stesso Croci, padre dell’eco pass e degli stessi referendum, si è risolto alla fine a una listina di appoggio alla Moratti, che – bulimica – se l’è ingoiato. Rischia non solo la perdita del lavoro fatto, ma anche la sua elezione. Era una speranza e l’ha disattesa.

In mezzo a questi faccioni sui manifesti che riempiono la città e che poco dicono, una bandiera green avrebbe messo le basi  per un movimento cittadino e poi, forse, nazionale. Il tempo è maturo e non raccogliere la sfida è un vero peccato.

pisapia-ok.jpegMilano ha un problema ultradecennale con le polveri sottili dovute al traffico e ai riscaldamenti. Ha un problema con la viabilità e le ultime piste ciclabili sembrano più una promessa elettorale che un sistema di soluzione del traffico.

Ha l’Expo, il cui tema sarà “Feed the planet , Energy for life”, che è già, se vogliamo, un manifesto politico teso alla sostenibilità.

Tre spunti che sarebbero stati la base perfetta per un messaggio politico coraggioso e lungimirante.
Nulla.

Speriamo alla prossima!

Diego Masi

 

Amministrative. La mancanza di una proposta greenultima modifica: 2011-04-13T17:02:00+02:00da green.power
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