Nucleare. Il referendum s’ha da fare

nucleare-no.jpgLa storia del referendum sul nucleare è una tipica storia italiana di questo periodo di politica insensata.
I passaggi sono stati, come ricorderete, al limite del ridicolo.

La storia.
Avviene lo tsunami giapponese. Tutti dichiarano: il nucleare va avanti. Da Berlusconi a Romani, da Veronesi a Chicco Testa, presidente del sedicente forum per il nucleare.

Fukushima diviene una bomba a orologeria. E a ogni ora che passava le dichiarazioni diventavano attendiste. Poi impaurite. Alla fine contrarie.
Insomma si è passati dalla pausa di riflessione (Romani-Prestigiacomo-Veronesi-Testa) a “non faremo mai più una centrale nucleare in Italia”.

Neanche Feydeau avrebbe mai potuto pensare a una pièce così esilarante.
Le persone  normali che  seguono la vicenda hanno comunque tirato un sospiro di sollievo e hanno detto: sono diventati saggi. C’è voluta una disgrazia come quella di Fukushima per aprire gli occhi. Comunque almeno hanno capito.
E invece no… la storia ridicola è continuata. Nessuna saggezza.

C’era il referendum in ballo. E i cittadini avevano dichiarato che comunque – non fidandosi del governo e della politica in genere – ci avrebbero pensato loro. I numeri della partecipazione nei sondaggi – uno dei pochi libretti letti dal governo – erano alti. Cosa strabiliante visto che dal ’95 nessun referendum ha avuto il quorum!

Ma quel referendum se ne portava dietro altri due: tutti esplodenti. L’acqua che blocca gli interessi di società ricche e avide. E quello sul legittimo impedimento che interessa solo uno, il premier… ma è sufficiente.

E allora i nostri che fanno? Semplice.

Cambiano la legge, cercando di sterilizzare e impedire il referendum sul nucleare, il vero traino di tutti e tre.E  lo fanno in pompa magna.
NON FAREMO PIU’ IL NUCLEARE IN ITALIA. E NON C’E’ PIU’ BISOGNO DEL REFERENDUM.
Si abrogano i termini della legge sottoposta al referendum. Sospirone di sollievo di tutti. Allora era vero… non volevano il nucleare.

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Ma nell’incontro con Sarkozy (portatore di interessi nucleari), l’anima candida del premier, preso da una bulimica voglia di piacere al francese, si lascia sfuggire che ha fatto uno scherzo. Lo stop era solo una finta. Per non fare il referendum. Se si leggeva bene a pagina due della revisione della legge c’era scritto che nel prossimo anno l’agenzia per la sicurezza nucleare (di cui è presidente Veronesi) avrebbe analizzato nuovamente la situazione.

Et voilà….. IL NUCLEARE è di nuovo vivo e vegeto.

Storia ridicola, vero? Ma non è ancora finita.

La legge di revisione non è ancora approvata.  Lo sarà. E poi (a metà maggio) dovrà andare alla Cassazione che si dovrà pronunciare sulla validità della manovra del governo.
Intanto il tempo passa. Il referendum è indicato per il 12 giungo. La campagna non parte. Che fare?

Poiché sono certo che la Cassazione rigetterà  l’istanza del governo (per la pagina due per intenderci!), dobbiamo attrezzarci per diffondere la validità del referendum.
E invitare la gente a votarlo.

Per chiudere un capitolo veramente mortificante per la politica italiana.
E per mettere la parola fine.
Al nucleare.

Diego Masi

 

Nucleare. Il referendum s’ha da fareultima modifica: 2011-05-06T10:00:00+02:00da green.power
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