Fotovoltaico e food bio, due elementi di crescita

fotovoltaico, food, bio, decreto romani, incentiviIn questi giorni ci sono state due novità che è bene prendere in considerazione in questa Italia un po’ a rotoli.

La chiusura del dibattito sul fotovoltaico e una ricerca Coldiretti sul consumo alimentare.

Quest’ultima recita che nel primo trimestre del 2011 vi è un crollo dei consumi. Specie nel pane (-7%) e nella frutta (-9%) con discese in quantità complessive pari al 4 %. Ma con un incremento del 13% degli acquisti di prodotti biologici. E un +28% degli acquisti diretti dal produttore. La spesa a km 0 per capirci.
Sono dati più che interessanti.

Da un lato ci dicono che la gente consuma meno. E che quindi la recessione continua. Ma che allo stesso tempo consuma meglio, il biologico e il km 0.

Ciò significa una spesa inferiore, ma di maggiore qualità. E premia chi si è diversificato per dare qualità ai prodotti. Quindi, tutto sommato, bene. E nella direzione di marcia giusta. Almeno per chi come lo sta da tempo predicando.

Sul fotovoltaico va fatto un ragionamento più lungo.

fotovoltaico, food, bio, decreto romani, incentiviFino alla fine del 2010. Con il terzo conto energia vi era stato l’assalto alla diligenza. È bene dirselo. Era scoppiato il boom nel solito disinteresse del governo.  Ma loro parlavano di nucleare. Non si erano accorti di avere lasciato margini troppo alti negli incentivi. E maglie troppo aperte nelle regole specie quelle agricole.

E intanto speculatori stranieri e italiani sfruttavano al meglio le trame aperte del conto energia. Con un boom di fotovoltaico. Il due anni triplicato e quadruplicato. Bastava andare lo scorso anno a una delle fiere di settore per rendersene conto. Senza tanti studi. O ricerche.

Il governo se n’è accorto all’italiana, bloccando tutto. E rimettendo in discussione il terzo conto energia e buttando nel cataclisma di non certezze un settore che stava crescendo e che stava producendo ricchezza e posti di lavoro. Per tre mesi è andato avanti il dibattito e il balletto. Senza un pezzo di certezza.

Vale per tutti quello che disse a un comizietto il ministro Romani della sua collega, il ministro Prestigiacomo, in odore di difesa del settore energie rinnovabili: “è un pazza”.

Alla fine uno straccio di decreto è arrivato con un  colpo al cerchio e una alla botte. All’italiana. E l’Italia del fotovoltaico  si è divisa. La Confindustria d’accordo. Le altre associazioni no.

 Confesso che dopo conti su conti non sono riuscito ad avere un giudizio complessivo sulla bontà del decreto. Mi sembra che il balletto di incertezza abbia creato un grande caos e fatto perdere nel 2011 soldi alle aziende del settore che chiuderanno male e con danno all’economia del settore.

Tuttavia, il decreto rimette un quadro di certezze. Toglie qualche furbizia. Limita gli investimenti speculativi.  Tutto sommato penalizza gli incentivi precedenti, ma non in modo drammatico.

Insomma, se fai un impianto per la tua casa o la tua fabbrica, ci guadagni sempre. E bene.

Dice il Sole 24Ore: «il Gse pagherà mezzo euro a Kwh contro un prezzo di mercato di 0,20 cents». Questa la storia. La morale è più semplice. Il settore delle rinnovabili va avanti molto bene e continua comunque – balletto o no – a crescere.

Questo è un bene per la guerra al CO2 ,ma anche a una economia che diventa più pulita.

Diego Masi

Fotovoltaico e food bio, due elementi di crescitaultima modifica: 2011-05-13T17:00:00+02:00da green.power
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