Convention dei verdi: comunque una speranza

verdi,partito politico,costituente ecologista,ecologisti e civiciDiamo atto a Bonelli di aver capito la strada. Diamo però atto che la strada è ancora lunga e tortuosa.

Tutto il mondo ecologista si è riunito a Roma per tentare di dare vita a un movimento, oggi prepolitico, domani politico, a tutela dell’ambiente.

Il via lo ha dato il vecchio partito dei Verdi che  rischiava di chiudersi nel Sel di Vendola. Nulla di male, ma poco identitario.

Abbiamo un sogno, Sindaci della Buona amministrazione e la Costituente ecologista si fondono con il partito del “Sole che ride” per dare vita a una rete federata di ecologisti e civici. E per costituirsi  a novembre in partito.

Qualche dato europeo. In Francia il movimento green raggiunge il 16% dei voti e forse sarà parte del prossimo governo. In Germania il 25% e lo sarà sen’altro. A Berlino corre come sindaco una verde con chance di vittoria. In tutti i paesi europei i greens arrivano e prosperano.

Perché in Italia no? Per varie ragioni.

Principalmente perché si sono identificati  sempre in una nicchia troppo stretta, l’ecologia radicale e perché hanno sempre occupato la parte di sinistra e qualche volta di estrema sinistra. Erano chiamati movimento pomodoro. Verde fuori – rossi dentro.

Quindi poco trasversali. Poco green. Poco credibili se non per  occupare/presiedere il Ministero dell’Ambiente. E non per aspirare ad essere governo. Nicchia appunto. E nicchia sono stati sempre. Con voti dal 2 al 5% a seconda dei  momenti. Mai doppia cifra.

Oggi pensano di rilanciarsi in modo trasversale.

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Non mi permetto suggerimenti. Ma, essendo l’ultima occasione, una raccomandazione è necessaria. Il movimento che  vorrebbero creare vuole rappresentare il green moderno. Ma il green oggi è più ampio dell’ecologia. È un modello di vita. Loro lo dicono. Ma il dubbio è se lo rappresenteranno.

È un modello economico.  Con nuovi valori  e con nuovi stili di vita che sono cambiati. È un mondo che raccoglie ambiente, energia, food, mobilità, sviluppo economico, turismo, slow living, grandi reti. C’è un target molto ampio che potrebbe aderire. È una nuova Italia, frugale  e molto post moderna, un po’  per necessità, un po’ per volontà,  che sta avanzando. E che potrebbe intercettare questo movimento.

Se però lo si restringe soltanto all’ecologia, all’ambiente, alla collocazione finale la costituente è destinata a fallire. E il neo partito sarà condannato al solito “poco per cento”.

L’ambizione dovrebbe essere quella di aspirare a  identificarsi nel nuovo modello di sviluppo del paese che è  fondamentalmente  green, perché il nostro futuro sarà legato al bello e al buono dell’Italia, alla nostra moda, alle nostre ricchezze artistiche, a quelle naturali, al nostro food (slow e non), al design, ai nostri brand.

verdi,partito politico,costituente ecologista,ecologisti e civiciIl green dovrebbe  essere il nuovo manifesto del vivere bene l’Italia e in Italia. Un manifesto di sviluppo economico.

Se Bonelli e quelli che si sono riuniti a Roma sapranno capirlo e interpretarlo, c’è un futuro in un paese che è senza bussola programmatica. Lontano dalla dicotomia Berlusconi sì, Berlusconi no. Dopo di lui si dovrà ricostruire.

E se lo facessero davvero, in modo moderno, i green italiani?

Diego Masi

Convention dei verdi: comunque una speranzaultima modifica: 2011-05-23T12:45:00+02:00da green.power
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2 pensieri su “Convention dei verdi: comunque una speranza

  1. Berlusconi si muove su di un terreno bene arato. La distruzione della politica e l’esaltazione acritica della Società Civile sono sue idee fondanti che dominano nella cultura generale del Paese consumista televisonedipenente e quindi anche a sinistra. La personalizzazione, il dominio dell’economia sulla politica ed anche il leaderismo sono fenomeni diffusi nel mondo nell’era della globalizzazione mentre il populismo è una versione solo italiana e di qualche paese sudamericano. Soprattutto nella formula del plebiscitarismo populista che non solo non produce progetti e decisioni ma si regge unicamente sull’apparenza del fare. Educhiamo le persone alla consapevolezza. Che è la medicina contro le Paure. Le paure sono la forza della politica.

  2. Berlusconi si muove su di un terreno bene arato. La distruzione della politica e l’esaltazione acritica della Società Civile sono sue idee fondanti che dominano nella cultura generale del Paese consumista televisonedipenente e quindi anche a sinistra. La personalizzazione, il dominio dell’economia sulla politica ed anche il leaderismo sono fenomeni diffusi nel mondo nell’era della globalizzazione mentre il populismo è una versione solo italiana e di qualche paese sudamericano. Soprattutto nella formula del plebiscitarismo populista che non solo non produce progetti e decisioni ma si regge unicamente sull’apparenza del fare. Educhiamo le persone alla consapevolezza. Che è la medicina contro le Paure. Le paure sono la forza della politica.

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