La difesa dell’ambiente è una guerra

terra.jpgAll’inizio dell’anno avevo scritto un pezzo che diceva che quest’anno sarebbe stato  un anno di incertezza per l’evoluzione della filosofia – chiamiamola così – green.
Non pensavo di avere così  ragione.
Nel giorno dell’ambiente – “la Terra siamo noi” del  5 di giugno –  i principali quotidiani hanno interpretato il momento. E il loro giudizio non è stato lusinghiero.
Come se la strada fosse in salita o peggio fosse interrotta.
Sintomatico è l’articolo di Gaggi , inviato del Corriere a New York,  quindi da un ottimo osservatorio, che racconta i piccoli passi dell’occidente e la lunga marcia (verde) della Cina.

In sintesi  Gaggi dice: la CO2 aumenta dopo la flessione del 2009 fino ad arrivare alla soglia limite dei 30,6 miliardi di tonnellate di gas serra (livello peraltro previsto dall’Iea per il 2020), Obama è debole con il Congresso e non ce la farà a rilanciare  per ora la riduzione dei gas serra,  il tentativo di ampliare il protocollo di Kyoto rischia, da quello che si capisce dopo il G8, di essere al massimo riconfermato. Non a Durban a dicembre, ma nel 2012. La Cina ha fatto un piano quinquennale con forti investimenti nelle rinnovabili (del resto è il massimo produttore di pannelli solari e vuole conquistare il mercato mondiale delle rinnovabili intese come produzione dell’hardware).
Uno stato dell’arte terrificante.

Si potrebbe commentare riducendo qualche considerazione, oppure qualche dato.  Aprire il dibattito, come si dice. Ma è inutile e ozioso.
Il “clima” inteso come comportamento del mondo nel giorno della sua glorificazione rimane terribile.
E allora?

Prima alcune considerazioni  di base per capire il crudo e nudo  contesto.
Tra 35 anni saremo 9 miliardi e mezzo  di persone con un incremento di 2,5 miliardi rispetto a oggi.
Tutti anche un po’ più ricchi, con una economia globalizzata e forse  con un welfare più spalmato. Ciò significa consumare di più, mangiare di più, usare più energia, usare di più la nostra bella terra.
Anzi qualche studioso stufo dei dati ha detto che senza rimedi avremo bisogno di 2 terre.
DUE TERRE! Capito!!!

Non  è più questione di paesi ricchi che già consumano troppo e hanno già consumato all’inverosimile e che si sentono in colpa con quelli emergenti che pensano che adesso tocchi a loro come se la terra fosse di altri.

Credo che occorra essere molto più radicali. Molto più determinati. Molto più combattenti.
Questo è l’atteggiamento.
Il substrato c’è, almeno nei paesi culturalmente più avanzati.
La gente sta capendo.  Ma troppo lentamente.
Fa piccoli passi. Piccole innovazioni. Piccoli processi.
Troppo poco.
Il tutto in un clima surreale di contrapposizioni di posizioni.

Prendete l’Italia nei referendum. È come se fossimo  stati a un dibattito politico dove se c’era la destra, per par condicio dovevi avere anche la sinistra. E sentirti le due posizioni.
Eri costretto ad ascoltare il professor  Battaglia come contraltare.
Su cosa? Sulla politica energetica, che se la sbagliamo, uccidiamo la terra. Come se fosse un’opzione. 

Ma qui è in gioco tutto.
Con l’ambiente non stiamo più  parlando di contrapposizioni ideologiche. Si sta parlando di continuare o meno a vivere. Di proseguire la vita degli esseri umani o di estinguerci.

Punto.
Questo è il tema. Questo è il punto centrale.

Forse è il momento di gridare questa semplice verità e cominciare a fare forte  pressione, tutti insieme, perché chi ha più voce e responsabilità ascolti.
Facile a dirsi, difficile a farsi.
Ma in questo caso non possiamo permetterci di risparmiare.

Diego Masi

La difesa dell’ambiente è una guerraultima modifica: 2011-06-08T14:30:01+02:00da green.power
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