Il dottore, l’ecologia e il cactus

minimalist-desert-home-inspirations.jpgPer me, inguaribile ipocondriaca, il dott. Rosenbaum è stato come lo Spirito Santo, la mia guida alla resurrezione dalle influenze durante tutti i miei anni passati a San Francisco.

 

Il fatto poi che sia gay, e che mi abbia invitato nella sua fastosa dimora di Palm Springs, rende la mia devozione immensa ed eterna.

 

Mentre sorseggio del thè verde inondato di ghiaccio a bordo piscina- sto seguendo la terapia del relax- il dottore tira fuori delle carte. Sorride. È orgoglioso. Vuole sapere cosa ne penso in qualità di  ‘italiana-di-classe’.

Per un attimo mi illudo che si tratti delle mie avvincenti cartelle cliniche o di una ricerca sulla mononucleosi dei cactus.

Invece sono piantine catastali. 

Dagli scarabocchi dell’architetto, deduco che il dott. Rosenbaum si è appena comprato una Eco-Home nel deserto del Mojave.

L’Eco-Home project è un complesso di 18 unità, ognuna delle quali realizzata interamente con materiali pre-fabbricati e mimetizzata all’ambiente circostante, energeticamente autosufficiente, dotata di impianto fotovoltaico, schermatura solare, ventilazione naturale e Xeriscaping.

Nel mezzo del deserto di Mojave il dottore potrà godersi la sua prigione ecologica immersa nel niente.

Mi congratulo con lui.

Mi spiega che potrà guardare la tivù e farsi la doccia con elettricità ed acqua che produrrà personalmente.

Gli spiego che ne avevo già viste di case del genere. Ville nel deserto, condomini sott’acqua, capanne su uno scoglio, bifamiliari al polo nord. Superattici in cima agli alberi, mansarde galleggianti.

 

eco-tree-house1.jpgSono le case che finiscono sui giornali. Quelle fotografate dai passanti- ma chi passa di lì?- ed esibite dai più famosi studi di architettura.

Fa tutto parte della nuova tendenza eco-design. Che a volte mi sembra solo una moda, travestita da iniziativa ambientalista. Perché le case possono essere ecologiche finché vuoi, ma lo deve essere soprattutto lo stile di vita.

 

Dottore, questa casa fa davvero bene al pianeta?

Per comprare una banana quanto lontano devi andare con la tua auto? E per mantenerla buona non la devi mettere in frigo, che sennò il deserto la scioglie? Quanta frutta e verdura dovrai rinfrescare nel deserto, che in città ti bastava disporre in sala da pranzo? E quante docce pensi di fare ogni giorno per sopportare il caldo? E se gli amici ti vengono a trovare, quanta CO2 emetteranno per raggiungerti? E se vuoi le fragole e champagne per capodanno- i fuochi d’artificio vengono da Dio nel deserto-  quanti cubetti di ghiaccio dovrai produrre ogni ora? 

 

Vivere nella natura significa per forza vivere nel rispetto della natura?

Non è meglio un appartamento a Campo dei Fiori?

 

Troppe domande, per giunta in italiano, il dottore è sempre più confuso, ha bisogno di un’aspirina anti-design.

 

 

Luisa Cartei

 

Il dottore, l’ecologia e il cactusultima modifica: 2011-06-16T07:32:00+02:00da green.power
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