Piano energetico italiano. E se a Pontida mettessero un bell’impianto fotovoltaico?

82633867.jpgMatteo Renzi ha comunicato che chiuderà tutto il centro di Firenze per farlo diventare uno spazio solo per i cittadini. E vuole iscrivere Firenze nella corsa delle città green.

I piccoli comuni hanno condotto la battaglia del referendum dell’acqua e del nucleare. E hanno vinto insieme ai tanti cittadini che si sono spesi via web e nelle piazze per portare la gente, con successo, alle urne.

Milano ha ottenuto grandi risultati con il 95% di Sì sui 5 quesiti referendari indetti dal comitato Milanosimuove che chiedevano sostanzialmente una città più green. E la pretenderanno dalla nuova Giunta del Sindaco Pisapia.

Ecco alcune best practices di questi ultimi mesi. Non male. Il trend è chiaro: dal basso qualcosa si muove. Ma dall’alto? Nulla.

Ancora storditi dall’uno-due delle amministrative/referendum i ministri competenti tacciono sul piano energetico.

Un passo indietro: i referendum hanno stravolto quello che doveva essere un abbozzo di piano, che consisteva più o meno in un mix di energia atomica più quello che già c’è ora (gas, petrolio, carbone) con una manciata di rinnovabili, almeno per non avere rotture di scatole dall’Europa che pretende il raggiungimento del 20% di sole, vento e acqua per il 2020. E noi abbiamo promesso il 17%.

Quindi la domanda che ci poniamo non è una, ma  sono tre:
Quale sarà il nuovo piano?
Quali energie saranno incentivate e quali no?
Quali i tempi previsti?

Gente accorta avrebbe dato un indirizzo, subito dopo l’esito referendario. Invece nulla.

Sul pratone di Pontida dove si dovevano decidere le sorti del futuro di questo governo, il popolo verde – che di verde ha poco – non ha parlato di piano energetico, ma ha chiesto solo di difendere le quote latte.

Sul piano internazionale, gli altri paesi s’interrogano anche senza referendum. La Germania, l’Austria e la Svizzera hanno annullato i piani di sviluppo nucleare e hanno decretato lo smantellamento delle centrali per il 2020. La Francia, avendo un’opinione pubblica ormai contraria e un partito verde molto vincente, comincerà a pensare cosa fare delle sue 58 centrali atomiche: per dismetterle.

E noi? Zitti.
Avremmo la possibilità di dare una “scossa” al piano. La gente ha fatto sentire la sua voce per le energie alternative. Inizieremmo un capitolo virtuoso. Con un indirizzo green.
Che vuol dire posti di lavoro, innovazione, modernità.

E invece temo che staremo zitti ancora per un po’, tutti presi dai dibattiti “Berlusconi a casa”, “Berlusconi fino al 2013”.

E poi probabilmente verrà fatto un piano assolutamente banale accontentando un po’ tutti.
Che poggerà sul gas e sul petrolio/carbone che sono, in fondo, le cose che più piacciono all’Eni e all’Enel, con qualche timida escursione sullo shale gas, ma solo perché è trendy.

Tutto questo a meno che i comuni non si ribellino e di Pontida non ne facciano un pratone di pieno di pannelli fotovoltaici.
Per la gioia di tutti.

Diego Masi

Piano energetico italiano. E se a Pontida mettessero un bell’impianto fotovoltaico?ultima modifica: 2011-06-21T10:01:00+02:00da green.power
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