I bambini e l’olocausto ecologico

Dal punto di vista di una lucertola, un ragazzino di 7 anni con gli occhiali e i denti da castoro è come un dittatore nazista che si è svegliato con intenzioni sterminatrici. Bene che gli vada, quel giorno si vedrà mozzata la coda, ma nella peggiore delle ipotesi, la lucertola sa che potrebbe finire infilzata da bastoncini di bosso, scaraventata in aria in stile bomba Molotov, o addirittura carbonizzata, sezionata o affogata nella piscina della nonna.

108914941.jpgE a proposito di piscina, anche le vespe intrappolate nei filtri, che poi finiscono nei pozzetti della morte- la loro l’ultima occasione di ronzio soffocato prima dell’eterno silenzio- chissà quanto devono maledire quelle faccette furbe di piccoli umani che si affacciano dall’alto a guardarle girare nel mulinello d’acqua per poi finire intrappolate nella grata sul fondo.

A questo penso, mentre sono sdraiata sotto l’ulivo della zia, nella sua fattoria di Velletri, ed i miei figli, in compagnia dei demoniaci cuginetti, impegnano il tempo a torturare ogni specie animale con estremo divertimento.

Lo facevo anche io da piccola. Lo faceva anche mio padre e probabilmente anche mia nonna, anche se in maniera inconscia- Dio solo sa quante formiche deve aver assassinato sotto le sue possenti ciabatte, all’epoca della sua peggior miopia.

Eppure mi chiedo se questa ‘tradizione’ di torture sia giustificata. Il fatto che sia una abitudine storica, la rende moralmente legale? Socialmente accettabile? Ecologicamente passabile?

Penso che forse dovrei insegnare ai miei figli il rispetto per la natura sin dall’infanzia, per far germogliare in loro un atteggiamento ambientalista.

Sono combattuta. Dovrei invece lasciarli sperimentare? Giocare col mondo in libertà, perché è un loro diritto? Tagliare la coda alle lucertole e schiacciare le formiche non fa parte del processo di selezione di Darwin? Se i bambini non uccidessero un po’ di formiche, le formiche invaderebbero la terra? Se gli insetti non affogassero nel cloro, saremmo governati dalle api regine? È come il pesce grande che mangia il pesce piccolo, è l’equazione universale, funziona così?113915616.jpg

Da sotto il mio albero, mi sforzo di formulare una domanda intelligente. Chessò, un titolo di giornale, un’inchiesta Eurisko, lo slogan di una puntata di Piero Angela: “Le torture dei bambini nei confronti del regno animale sono un piccolo olocausto ecologico oppure salvaguardano l’eco-sistema?

Se mi cadesse una mela in testa come a Newton, forse, troverei la risposta.

E invece TIC! In testa, mi è appena caduta un’oliva.

Quindi, nessuna illuminazione.

 

Luisa Cartei

I bambini e l’olocausto ecologicoultima modifica: 2011-06-27T07:34:00+02:00da green.power
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “I bambini e l’olocausto ecologico

Lascia un commento