Non dimenticarti lo spazzolino da denti

Ci sono momenti, nella vita, in cui vieni colto da sorprendenti intuizioni che possono cambiare il corso del tuo viaggio.

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Una di queste, per l’appunto, mi ha colto all’aeroporto di Orio al Serio mentre andavo a Londra. Una certezza illuminante, decisiva, assoluta, che in un attimo ha rovesciato il mio sistema valoriale:

“Io non odio Ryanair.”

Io amo Ryanair. Alla follia. Amo essere forzata ad avere un solo bagaglio a mano anche quando vado a trovare la mia prozia in Alaska. Adoro essere costretta a soffocarci dentro la tuta da sci, la borsa arrotolata di Louis Vuitton e il mio MAC da tre chili, per poter rispettare la folle regola dell’UNICO PEZZO per passeggero. Amo selezionare i vestiti da sera e i tacchi a spillo in base al loro peso specifico, per non superare quel minaccioso fatidico limite di 10 chili, oltre il quale potresti rimanere a terra o ipotecare la casa per pagare il check in.

Al contrario, odio i viaggiatori con la valigia enorme. Li detesto. Quelli che nel duemilaundici ancora si portano quarantacinque chili di mutande per andare due giorni a Londra. Quelli che nel dubbio di cosa portare, portano tutto. E anche dopo svariati viaggi- e la conseguente constatazione dei loro errori- continuano imperterriti ad imbottire le Samsonite di cotton fiocc e deodorante al mentolo.

I viziati del viaggio, i pigri del trasporto aereo, gli inesperti dello spostamento. Spero che si estinguano dalla faccia della terra, o meglio, del cielo.

(Mi viene in mente quella scena dell’Aereo Più Pazzo Del Mondo in cui una passeggera a bordo, presa dal panico, comincia a urlare e si forma una fila di ‘soccorritori’ che anziché calmarla, a turno, la prendono a fragorosi ceffoni per farla rinsavire. È esattamente quello che vorrei fare adesso alla ridente famigliola del Dorset che sta intasando il check in con un trolley dalle dimensioni del Canada.)

Dal punto di vista ambientale, viaggiare con il bagaglio a mano riduce drasticamente l’emissione di CO2. Pensiamo alla quantità di energia, lavoro, fatica e tempo sprecati da un trolley gigante nella sua odissea aerea.

99308872.jpgPrima il rullo del check in, che fa uno sforzo mostruoso per trasportarlo, assieme ad altri milioni di valigie, nei contorti meandri dell’aeroporto. Poi i carrelli mobili che lo scarrozzano a destra e a sinistra come operose formichine nell’infinito parcheggio degli aeromobili, sbuffando inquinamento ad ogni curva. Infine l’ascensore per entrare nella stiva di quel povero aereo, che, così farcito, ha quasi raddoppiato il suo peso e la sua emissione di diossido di carbonio. Il viaggio si conclude sul nastro di riconsegna bagagli, che oltre a consumare tempo ed energia, rappresenta un momento di estrema ansia emotiva, dannosa per le arterie.

Il bagaglio a mano invece è un esempio di massima efficienza ecologica. È sano, leggero, veloce e fa risparmiare su tutti i fronti. Ci aiuta nell’autocontrollo della nostra ossessione da impacchettamento compulsivo.

Ammettiamolo, le limitazioni sul bagaglio grande offrono un grande bagaglio di cultura ecologica.

 

Luisa Cartei

Non dimenticarti lo spazzolino da dentiultima modifica: 2011-07-04T07:30:00+02:00da green.power
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3 pensieri su “Non dimenticarti lo spazzolino da denti

  1. grazie! Spero che il mio modo ‘colloquiale’ di trattare temi spesso sentiti come troppo lontani possa avvicinarci di piu’ al problema, e alla soluzione.
    Il mio mio blog e’ scritto come un diario, proprio perche’ l’attenzione all’ambiente deve entrare a far parte della nostra vita quotidiana- come un diario.

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