Il deserto è la via economica per le grid

desertec9.jpgPechino ha scelto di accendersi con il sole. Nel Guodian, in una piccola macchia del deserto, hanno costruito l’impianto fotovoltaico più grande della Cina.

Oggi di 20 MW, domani un’aggiunta di 30 MW e poi fino a 300 MW. Perché lo hanno fatto visto che avevano relegato il fotovoltaico all’ultima posizione della loro scala energetica?

Perché erano i primi nella produzione dei pannelli fotovoltaici. Proprio così.

Il mercato dei pannelli solari è entrato in crisi per la situazione di stallo economico a livello mondiale. È in quel momento che sono divenuti strategici nella pianificazione industriale cinese. E siccome dovevano usarli… hanno preso un pezzo di deserto e ne hanno fatto una centrale da potenziali 300 MW (30 GW). E, dai dati, sembra che non si fermeranno perché hanno scoperto una nuova via all’energia.
Della serie: ci hanno preso gusto.

Il fotovoltaico nel mondo è oggi poca cosa. Circa l’1%. E questo anche a causa dell’alto costo dei pannelli di silicio.

Gli scienziati sono ondivaghi sul futuro dello sviluppo.
Tutti dicono che basterebbe imprigionare un’ora di sole al giorno e tutto il mondo avrebbe energia sufficiente.
Molti dicono che lo sviluppo del fotovoltaico (quello che accende una centrale elettrica) sarà più ampio e meno costoso. Sempre perché i pannelli non hanno silicio. E quindi costano meno.

Ma tutti usano i deserti.
Nel deserto dell’Arizona hanno installato il più ampio parco solare. Oggi in Cina hanno iniziato i loro parchi fotovoltaici.
E in Europa è partito Desertec il progetto più importante con base nel deserto del Sahara.

I deserti hanno due condizioni inarrivabili: hanno sempre il sole e lì la terra che costa poco o nulla.

Due condizioni invidiabili che in piani a 25 -50 anni sono da tenere in considerazione e soprattutto sono variabili non indifferenti in un business plan.

Tenete conto che per fare un impianto così vasto le parti principali in gioco sono: i costi del materiale, i costi del denaro a prestito, i costi del personale, i costi del terreno, i costi dell’efficienza produttiva.

Nel deserto gli ultimi due sono irrilevanti. E il personale operaio è a buon prezzo.

Credo che se tanti si sono ormai convinti, vuol dire che la via economica è superabile.
Specie se aggiungiamo che Desertec entrerà nella grid. Cioè sarà parte integrante di una grande rete elettrica collegata con i paesi europei e connessa con la rete del vento che si sta creando in Nord Europa con il parco eolico del Mare del Nord.

Perché senza grid estese l’energia del deserto serve a poco.

Diego Masi

Il deserto è la via economica per le gridultima modifica: 2011-08-05T08:00:00+02:00da green.power
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