Smart City: ci saranno. Ma non ora

smart-cities.jpgSmart city, smart town, smart building, city 2.0 sono tutte terminologie per definire il futuro prossimo.  Città dove la qualità della vita,la sostenibilità,  l’energia e il risparmio convivono. Ma prima delle smart city occorre affrontare un’altra terminologia inglese: tipping point. Il tipping point è il punto in cui un progetto, una sfida, un’innovazione, raggiunge e supera  il livello di economicità.

Faccio due esempi per spiegarmi. Nel fotovoltaico che sta andando alla grande, il costo dell’installazione sarebbe stato molto alto e pesante. Non c’era il tipping point. Non era economico. Troppo alto il prezzo dei pannelli. Troppo alto il prezzo delle installazioni. È subentrato lo Stato con gli incentivi, in attesa che scendessero i costi dei pannelli. I pagamenti via telefonino sono l’altro esempio. La tecnologia esiste. Ma non c’è ancora il tipping point. I commercianti non acquistano i pos per il sistema. Lo Stato non incentiva.  E quindi non decolla. Basterebbe solo  qualcuno che lo facesse e scatterebbe la gara. Avverrà presto. Per le città è ancora più impegnativo. Smart city vuol dire coinvolgere i palazzi, la auto, il sistema dei trasporti fino agli elettrodomestici. Una rete infinita di attori, players e sistemi istituzionali.

Difficile quindi capire dove sia il tipping point. I mie due esempi erano facili perché gli attori pochi. Immaginate una città e ne avrete il quadro.  Se poi il quadro lo appendiamo in Italia, la previsione diventa quasi impossibile… Ma passi se ne fanno, il processo è iniziato e il futuro, senza essere un profeta, è quello della smart city. 

Vediamo a che punto siamo. Un punto che verrà affrontato ad Ecomondo, nel padiglione Smart cities, con conferenze, dibattiti e previsioni (quando si fa una fiera state certi che prima o poi arriva il prodotto). Partiamo dal primo dato, che è negativo. Più della metà della popolazione  del mondo vive ormai nelle città. Al 2050 è previsto che sia il 65%. Con un affollamento infinito e con un consumo di energia enorme che si pensa essere oltre l’80% del totale.

Già ora l’Unione europea ha messo in campo 80 milioni di euro (pochi!) da dividere tra le città più smart. La gara è iniziata. Obiettivo: meno 20% del consumo energetico e meno 30% delle emissioni inquinanti entro il 2020. Genova, Torino, Milano, Bari, Palermo e Catania sono in gara. L’arrivo delle istituzioni e degli incentivi, anche se bassi, significa che il processo è iniziato perché la smart city è un obbligo, non solo un miglioramento della vita o del consumo energetico. Ma  i costi sono altissimi. Quindi sarà realizzata a pezzi, a  macchia di leopardo e solo alla fine tutta inglobata.

La smart city partirà dalla piazza smart, dal quartiere smart, dallo smart ring (è previsto all’Aquila) , dalla casa smart, dall’elettrodomestico smart e po,i pian piano, tutto  verrà connesso. Ma in cosa consiste la smart city in poche parole? In una grande grid, regolata via web: hai il tuo contatore dell’energia su una interfaccia web  (Enel Distribuzione lo ha già realizzato e sarà presto testato) e  conoscerai  il tuo consumo giornaliero di energia e quando lo effettui. Non sei  passivo. Puoi intervenire  per modificarlo. Facciamo un esempio.

Sei connesso con gli elettrodomestici  (Telecom Lab ha avviato una programma Energy@home  in tal senso con Indesit, Electrolux  ed Enel) capisci che se li usi di sera hai un risparmio. Li fai girare via web di sera e controlli il risparmio. Il tuo condominio ha messo i pannelli fotovoltaici e hai quindi una porzione di elettricità che vendi, controlli l’energia e il guadagno su web. Ricavi l’energia che usi e la differenza la trovi sul tuo conto in banca.  Che peraltro è connesso con il Gse. Poi dai ordine al tuo computer di caricare l’auto elettrica che è nel tuo box. Se lo fai di notte risparmi. E poi la tua casa è stata costruita in modo sostenibile al fine di stare meglio e quindi  di risparmiare energia.  E  poi… E poi… Insomma sei in una grande rete dove produci energia tu stesso, la vendi , la controlli, la consumi nelle ore migliori e nelle modalità migliori.Risparmi energia, soldi ed emissioni  di CO2.

La città riduce  il suo impatto ambientale, i suoi gas serra e i suoi costi. E tutti  vivremo felici e contenti. Ma tutto parte dal web; Enel e Telecom stanno già lavorando insieme.  Questa è la partenza. L’arrivo ci sarà. Ma non sappiamo quando. Comunque non ora.

 

Diego Masi

Smart City: ci saranno. Ma non oraultima modifica: 2011-11-02T10:15:00+01:00da green.power
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