Rio de Janeiro, il Papa e l’illuminismo natalizio

Rio de Janeiro, Laguna Rodrigo de Freitas, 28 novembre 2011.

Ci sono diversi motivi per cui non dovrei essere qui. Primo tra tutti, che ci abita il mio ex fidanzato con la sua nuova moglie, ed è animato da una furiosa volontà omicida nei miei confronti, dopo il traumatico finale del nostro amore di gioventù. Il secondo motivo per non essere in Brasile è che non so ballare la samba, non ho un bel sedere e mancano ancora 3 mesi al Carnevale.

Screen shot 2011-11-28 at 9.28.02 PM.pngEppure sono venuta proprio per fare uno scherzo. Vorrei spegnere l’interruttore del gigantesco albero di Natale galleggiante di 85 metri, 542 tonnellate e 3 milioni e 300 mila luci che la città si è fatta regalare da una famosa banca brasiliana.

Poco importa ai ridenti carioca quantificare i milioni di watt impiegati per trasformare un abete nella Via Lattea, perché per loro l’importante è sottolineare come il mostro succhia-energia sia alimentato da ecologici generatori bio alimentati. Non c’è che dire, davvero un grande esempio di risparmio energetico.

Quando sarò riuscita a tuffarmi nella laguna e a sabotare i luminosi festeggiamenti di brasiliani accecati dalla noncuranza ecologica, potrò occuparmi dell’Italia.

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In particolare dell’albero papale, che arriverà in Piazza San Pietro direttamente dalla Transcarpazia- una località semi-immaginaria dell’Ucraina- dopo essere stato tagliato, caricato su un elicottero con cavi speciali e adagiato sul letto di un tir per la traversata continentale; un’odissea che gli farà vincere il record di “maggior diossido di carbonio prodotto da un singolo abete”.

Poi mi accanirò sull’albero di 30 metri in piazza Duomo a Milano, ricoperto da 3mila stelle bianche e 28mila led luminosi, acceso notte e giorno e disponibile anche su facebook. Costato centinaia di migliaia di euro e gentilmente offerto dalla società milanese del gas, come “regalo” a tutti i cittadini- che non avrebbero forse preferito uno sconto sulla bolletta?

Siamo di fronte ad una nuova era di “illuminismo” ambientalista: le famiglie non vedono la luce alla fine del tunnel, i mercati non hanno più energia, il pianeta si sta spegnendo e noi cosa facciamo? Accendiamo tonnellate di alberi natalizi.

Forse perché siamo romantici, o forse perché ci siamo rotti le palle delle solite palle, vogliamo i led, le stelle e i fuochi d’artificio e il risultato finale è, tanto per rimanere in tema, AL-LUCI-NANTE.

 

Luisa Cartei

Rio de Janeiro, il Papa e l’illuminismo natalizioultima modifica: 2011-11-30T17:15:00+01:00da green.power
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