“Pisapia non è figlio di Maria”*

A dire la verità, a fare la spia è stato mio figlio Cesare. Io tentavo di tenere la verità nascosta sotto la coltre di smog e la nebbia lanosa della città. 

Per mesi, per anni, ho fatto finta di niente. Milano è una città vibrante, divertente, energetica. Vive nelle forme favolose del design, nei colori dell’arte, nelle luci scintillanti della moda, nell’eleganza dei palazzi. Dovreste venirci. Nessuna menzione dell’aria irrespirabile, gli ingorghi apocalittici e il grigiore perenne del cielo.

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Ci ha pensato mio figlio, con la saggezza del treenne, a dirmi la verità: “Mamma, io non respiro più, scappiamo!”

Effettivamente, dal suo punto di vista- precisamente 50 cm da terra in modalità seduta e 98 cm in modalità eretta- Milano si può definire una camera a gas.

“Mamma, chi è il padrone della città?” Tesoro, è un signore arancione. Tutta la sua pubblicità è arancione, ci hanno regalato persino una girandola arancione, che simboleggia il vento che cambia.

“Mamma, cos’è il vento?” (In effetti se vivi a Milano non puoi sapere cosa sia.)

“E’ diverso dall’aerosol?” (Beh, dopo nove bronchiti, te lo puoi anche chiedere.)

“Mamma, come si chiama il padrone di Milano?” Pisapia. “Ma “pia” vuol dire che è buono? Ma quando non si comporta bene, posso chiamarlo Pisapiantala? E se ci fa disperare, posso chiamarlo Pisapiango?”

Mascherine-antismog-bambini.jpgE alla fine, come le mamme antismog che hanno manifestato in questi giorni davanti a Palazzo Marino, ho deciso di richiamare l’attenzione del sindaco, inondandolo di messaggi su Twitter.

Le domeniche senz’auto e il blocco alle euro 3 non bastano. Chiudiamo il centro città alla circolazione dei privati. O rendiamo proibitivo l’ecopass. Investiamo nei mezzi pubblici. Facciamo girare la girandola, non le auto. Ci vuole un piano drastico che faccia arrabbiare tutti, ma proprio tutti. Solo così avremo la certezza che abbiamo fatto la cosa giusta. 

Ci vuole, come dire, un “piano forte”. Un programma pragmatico e aggressivo.

“Scusi, signor sindaco, posso chiamarla Pisapiano anti-smog?”

 

Luisa Cartei

 

*tratto dalla cantilena di mio figlio

“Pisapia non è figlio di Maria”*ultima modifica: 2011-12-06T07:30:00+01:00da green.power
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2 pensieri su ““Pisapia non è figlio di Maria”*

  1. Ciao.
    Sono dell’ufficio stampa dei Genitori Antismog e vorrei inserire la tua mail nella mailing list dei giornalisti. Posso? Grazie dell’articolo e complimenti dell’idea di indicare a che altezza il tuo bambino assimila lo smog. Hai proprio ragione, bisognerebbe fare una campagna su questo concetto.
    Ne parlerò con il comitato direttivo.
    Buon lavoro.

  2. Cara Donata, io mi sento genitore antismog nell’anima, anzi nei polmoni. Prima dei avere due figli, amavo questa citta’, adesso la mia prospettiva e’ cambiata. Ogni passeggiata si trasforma in uno slalom tra le cacche di cani, le macchine parcheggiate, gli scooter incatenati ai pali. L’aria e’ irrespirabile, mio figlio ha gia’ fatto 10 cicli di antibiotici a tre anni e mezzo- e fuori da Milano sta benissimo.
    La cosa ridicola qual’e’? Che tutti i genitori che se lo possono permettere, spediscono i bimbi fuori Milano appena possono. Insomma, tristemente, l’unico modo per vivere a Milano e’ vivere fuori da qui.
    Una contraddizione obbligata.
    Non posso pensare che mio figlio fumi l’equivalente di 15 sigarette al giorno.
    Pisapia- che gia’ sta facendo molto- deve fare ancora di piu’. Deve far incazzare proprio tutti. Chiudere tutto, via coi weekend di blocco, scoppiera’ la rivoluzione, ma almeno non miriremo di cancro.

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