Ciak si gira (la città).

Si chiama Los Angeles, eppure, c’è qualcosa di profondamente demoniaco nell’immaginario collettivo di questa metropoli. Quando ci penso, mi vengono in mente gang di messicani che si sparano in un motel con l’insegna lampeggiante. Cinquantenni platinate con bocche al silicone che servono sushi ai loro barboncini. Giovani attrici depresse arrestate per guida in stato di ubriachezza. Rockettari sdraiati sulla moquette … Continua a leggere